26 apr 2011

SULLA LIBIA IL GOVERNO E’ DIVISO E CONFUSO, SI RENDE NECESSARIO IL VOTO IN PARLAMENTO

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Sulla questione libica il governo ancora una volta si dimostra diviso e confuso. Siamo passati in poco tempo dalla volontà di non disturbare il massacratore Gheddafi fino all’autorizzazione ai nostri aerei a bombardare le truppe del rais. Tutto questo è avvenuto evidentemente a seguito di un forte richiamo degli alleati al nostro governo la cui politica estera resta per gli stessi ancora un enigma. Se l’appello del Presidente Napolitano è ampiamente condivisibile è necessario però un atto di chiarezza e trasparenza. Le nuove disposizioni sono la naturale evoluzione della nostra adesione alla missione nata a seguito delle risoluzioni ONU sulla Libia, ma la esplicita e forte contrarietà espressa dalla Lega, che è il secondo partito di governo, rende indispensabile un dibattito e un voto parlamentare. Noi voteremo con serietà e il parlamento approverà la missione, ma se ci fosse, come annunciato, il voto contrario della Lega saremmo di fronte ad una diversa maggioranza che regge la politica estera. Ognuno si assuma quindi la propria responsabilità e ne accetti le conseguenze come democrazia vuole.

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23 mar 2011

L’ITALIA FACCIA IL PROPRIO DOVERE

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L’Italia deve fare fino in fondo il proprio dovere per il ruolo che le assegna l’adesione e la fedeltà all’Alleanza Atlantica, oltre che per la sua collocazione geografica. È doveroso che in quest’ambito sia la NATO a garantire l’unitarietà del comando e dell’intervento in attuazione della risoluzione ONU 1972. Ciò che, purtroppo, non si può non notare è che, nella vicenda libica, l’Italia è apparsa pericolosamente debole, sistematicamente scavalcata dalle altrui decisioni e dagli eventi; ma non ci si poteva aspettare altro ricordando i cavalli berberi e la tenda beduina a Roma e il baciamano di Berlusconi a Gheddafi.

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