10 apr 2011

I GIOVANI RIPARTANO DA SUD PER UNIRE L’ITALIA – intervista a “Puglia d’Oggi”

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Onorevole, finalmente ai nastri di partenza. Domani si apre la prima conferenza nazionale di Generazione Futuro, movimento giovanile di Futuro e Libertà per l’Italia, molto attivo in questa compagine politica. Cosa si aspetta dai giovani che movimenteranno la due giorni di Bari?

I giovani rappresentano la motivazione del presente e la vitalità del futuro; a loro spetta l’arduo ma affascinante compito di suggerire a noi “grandi” come plasmare al meglio l’avvenire del paese per garantire le migliori condizioni. In uno scenario politico incerto e decisamente poco edificante come quello attuale i giovani hanno sicuramente un vantaggio: possono essere davvero gli artefici del proprio destino. La storia ci insegna che le sfide più difficili ma anche le più entusiasmanti sono state portate avanti proprio dai giovani. Così è stato negli anni ’70 e ’80 sia per il Fronte della Gioventù che per il FUAN, organizzazioni che, seppur vicine al MSI, hanno sempre mantenuto un certo grado di autonomia per consentire agli aderenti di poter condurre le proprie battaglie dribblando le beghe e contrapposizioni tipiche degli apparati di partito. Sono convinto che i giovani di FLI saranno all’altezza delle aspettative che abbiamo riposto in loro, che sapranno mostrarsi maturi e qualche volta anche ribelli, che sapranno lottare per affermare le proprie idee e per difendere i propri ideali, che saranno in grado di attuare una meritocrazia che si baserà sulle condizioni di partenza piuttosto che su una sorta di assistenzialismo demotivante. Fanfani riconobbe che la peggiore colpa della DC era stata l’aver allevato troppi giovani mediocri, Generazione Futuro sarà il movimento delle eccellenze.

Sono passati circa cinque mesi da quando si è dimesso da sottosegretario all’Ambiente. Come vede l’asse Trieste – Bari sullo sviluppo delle energie rinnovabili? Il mezzogiorno, e non solo, è fatto di tanta gente che ha “fame”. Qual è la sua idea di Sud presente e futura?

Lo sviluppo delle energie rinnovabili rappresenta il futuro dell’economia italiana. La puglia e bari sono all’avanguardia in questo settore, così come Trieste è una città in cui la scienza e la ricerca trovano spazi importanti. Questa vitalità economica traccia sull’asse adriatico un forte legame tra le nostre città. Peraltro il legame tra Trieste e Bari ha radici molto antiche, che ritroviamo ad esempio nel culto comune di San Nicola e in quello che lo stesso rappresenta per la storia dei rapporti tra occidente ed oriente. Per il resto in tutto il mondo si ha “fame”, la differenza sta nel come ci si adopera per risolvere questo bisogno primario. Si può distribuire pesce e soddisfare gli appetiti una tantum oppure insegnare a pescare per poter magiare tutti i giorni. Alla fine dell’800 Salvemini diagnosticò tra le malattie del neonato Stato Italiano quella di “non rendere concorrenziale il mercato del Sud”. Sono passati moltissimi anni e oggi, nell’anniversario per le celebrazioni del centocinquantesimo anniversario dell’Unità, bisogna ammettere di non essere riusciti ancora a trovare il rimedio. Sono convinto che non sia una malattia incurabile e che con l’attuazione di un federalismo davvero solidale ed equo sarà possibile riequilibrare la frattura che lacera da sempre l’Italia. La classe dirigente del sud deve però assumersi le proprie responsabilità e prendere atto dell’immenso potenziale che le è stato donato da madre natura. L’Italia è il paese col più alto numero di giacimenti culturali al mondo, la maggior parte dei quali si trova nel Mezzogiorno, sono necessari piani di intervento che rendano possibile la loro valorizzazione. Inoltre è importante difendere il territorio che rappresenta uno dei patrimoni più importanti del paese e così investire sulla tutela dell’ambiente e lo sviluppo del turismo

Da coordinatore nazionale di Futuro e Libertà per l’Italia, grazie anche alla sua esperienza politica accumulata in questi anni, cosa vuole augurare a tutti quei giovani che tramite il movimento giovanile, con propria volontà stanno credendo a questo progetto mettendoci cuore ed anima, partiti prima da Mirabello, passando per Perugia e poi per Milano? 

I giovani hanno fatto da detonatore al coraggioso progetto di Futuro e Libertà. Se noi politici ci siamo assunti degli ‘oneri’ gravosi, decidendo di dar vita a un partito che nelle contingenze attuali ha davanti a sé una ‘traversata nel deserto’ lo abbiamo fatto soprattutto nei confronti delle giovani generazioni, perché non meritano una politica fatta di ‘bunga bunga’ e ‘processi brevi’, perché non meritano di essere rappresentati da una classe dirigente rissosa all’interno e sbeffeggiata all’esterno.

Onorevole, perché farla proprio a Bari?

Bari rappresenta una delle ‘capitali’ del sud, da sempre questa città è una delle porte verso il levante. FLI è un partito presente su tutto il territorio nazionale; abbiamo lanciato una grande campagna di tesseramento e siamo certi che coinvolgeremo un gran numero di donne e di uomini che vogliono impegnarsi per cambiare l’Italia. Tuteleremo e difenderemo gli interessi del nord come quelli del sud, perché l’Italia è una e indivisibile e la sua maggior forza risiede proprio nell’amore per la nostra Patria.

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01 mar 2011

INCOMPRENSIBILE LA FRETTA DI ROMANI SULLE RINNOVABILI

2 Commenti »

Si resta veramente perplessi nel constatare che l’attuale Governo, lento e affaticato su tutti gli argomenti piu’ scottanti,spinga sull’acceleratore e si attivi a colpi di accetta per colpire un settore oggi strategico come quello delle energie rinnovabili. Se e’ ampiamente condivisibile una riflessione sull’effetto del sistema incentivante in un mercato come questo e sulla necessita’ di una graduale rivisitazione di tale sistema, non si comprende, se non con retropensieri che non ci appartengono, il perche’ di questa presa di posizione del ministro Romani che non riesce o non vuole aprire una riflessione condivisa e strategica sia in termini di sviluppo che di occupazione. Gli allarmanti dati sull’occupazione giovanile prodotti oggi dall’ISTAT dovrebbero far condividere a tutti la necessita’ di individuare strade nuove per il mondo del lavoro e la green economy, secondo unanime condivisione di tutti gli analisti, e’ sicuramente una di queste strade. Questo atteggiamento shock da bombardamento improvviso su un settore, che in tempi di crisi risulta dinamico ed effervescente, e’ un atteggiamento errato e superbo. Invitiamo il governo ad aprire un tavolo di confronto con le associazioni di categoria e a non sottovalutare i pareri espressi dal Parlamento in merito allo schema del decreto legislativo. Se non si fara’ cosi’ sara’ impossibile impostare una programmazione tale da permetterci da raggiungere gli ambiziosi traguardi imposti dall’Unione Europea per il 2020. Il metodo e’ tanto importante quanto il contenuto.

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