29 mar 2011

LIBIA: TRA GLI ATTORI INTERNAZIONALI L’ITALIA E’ SOLO UNA COMPARSA

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L’esclusione dell’Italia dal tavolo decisionale in videoconferenza svoltosi ieri tra Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna e Germania rende plasticamente il quadro dell’assenza di autorevolezza di cui ormai soffre il nostro Paese a livello internazionale. Gli effetti della crisi libica investono in modo diretto e allarmante proprio l’Italia, eppure il nostro presidente del Consiglio è tagliato fuori dai più importanti consessi diplomatici e, di conseguenza, le esigenze del nostro Paese non sono sufficientemente o per nulla tutelate.

L’estromissione da un summit a cui ha partecipato persino la Merkel, che ha volontariamente giocato in questa partita un ruolo marginale, è la prova lampante della perdita di prestigio del nostro Paese nello scacchiere internazionale e del totale fallimento della politica dell’amicizia personale messa in campo da Berlusconi, anche perché quelli a cui il premier attribuisce la qualifica di “amici” molto spesso si rivelano amici pericolosi e inaffidabili. Se come è vero, il processo decisionale in politica estera si ascrive a pochi attori, l’Italia con l’ esclusione di ieri dimostra di essere soltanto una comparsa.

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23 mar 2011

L’ITALIA FACCIA IL PROPRIO DOVERE

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L’Italia deve fare fino in fondo il proprio dovere per il ruolo che le assegna l’adesione e la fedeltà all’Alleanza Atlantica, oltre che per la sua collocazione geografica. È doveroso che in quest’ambito sia la NATO a garantire l’unitarietà del comando e dell’intervento in attuazione della risoluzione ONU 1972. Ciò che, purtroppo, non si può non notare è che, nella vicenda libica, l’Italia è apparsa pericolosamente debole, sistematicamente scavalcata dalle altrui decisioni e dagli eventi; ma non ci si poteva aspettare altro ricordando i cavalli berberi e la tenda beduina a Roma e il baciamano di Berlusconi a Gheddafi.

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