11 apr 2011

DANNEGGIATO UN GAZEBO FLI A TRIESTE

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Un gazebo elettorale del Fli è stato danneggiato a Trieste. Lo ha denunciato la segreteria provinciale del partito.

Non avremmo pensato, nel 2011, di dover commentare un episodio squallido e triste come la devastazione di un nostro gazebo avvenuta questa notte a Trieste. E’ in realtà il secondo in pochi giorni, ma avevamo ritenuto di non dare pubblicità del primo.

Si tratta di intimidazioni che pensavamo di aver relegato al peggior album dei ricordi, quando analoghi atti si compivano contro una destra allora esclusa ma libera e coraggiosa. Nessuna paura nei confronti della novità rappresentata da Fli nell’ammuffito sistema politico nazionale, ma anche triestino, può giustificare aggressioni, danneggiamenti o atti di violenza. Auspichiamo pertanto che tutte le forze politiche, condannando quanto accaduto, facciano appello al buon senso per ripristinare un clima civile democratico e di confronto.

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02 apr 2011

Intervista a margine dell’inaugurazione della sede di Futuro e Libertà a Vicenza

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Roberto Menia è intervenuta all’inaugurazione della sede vicentina di Futuro e Libertà.
“Ripartiamo dal presente convinti di costruire anche un bel futuro. Vicenza è una città che ci darà soddisfazioni, grazie a Giorgio COnte che è riuscito a mettere in campo molte energie che si ispirano ai principi della destra, quindi democrazia, amor di patria e legalità”.

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26 mar 2011

NON POTEVAMO CONTINUARE A CHIUDERE GLI OCCHI – intervista di Fabrizio Vincenti

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“Sbagliammo a sciogliere Alleanza Nazionale e fui l’unico a dirlo, ma non potevamo rimanere con Berlusconi e chiudere ancora gli occhi”.

La definizione di Cassandra di Alleanza Nazionale lo fa sorridere amaramente, ma Roberto Menia, cinquant’anni, da oltre trenta in politica, va detto, aveva visto prima di altri cosa sarebbe successo. Fu l’unico, al momento dello scioglimento del partito della destra italiana per confluire nel Popolo della Libertà, ad opporsi. L’unico. Allora, evidentemente, l’unanimismo, l’assenza di dibattito che Gianfranco Fini ha più volte rinfacciato a Silvio Berlusconi, era di casa anche nel partito guidato dall’attuale presidente della Camera. Menia, una carriera nella destra di frontiera, quella triestina per intenderci, ha fatto tutta la trafila. Dal Fronte della Gioventù, al MSI, all’approdo in Alleanza Nazionale e da qui nel PdL sino allo strappo dello scorso anno. Con Gianfranco Fini quasi dall’inizio della sua avventura politica, ha deciso di seguirlo anche in Futuro e Libertà. “Per levarmi un peso dalla coscienza”, dice lui, che nel governo Berlusconi è stato anche sottosegretario all’Ambiente fino, appunto, allo strappo del 2010. Attualmente è coordinatore nazionale del partito di Fini. Menia ha fatto una breve visita a Lucca per sostenere la candidata presidente alla Provinciali Giuliana Baudone, anch’essa finita nel FLI e, contemporaneamente, nel gruppo di Forza Lucca in consiglio comunale.

Onorevole, lei, al momento dello scioglimento di Alleanza Nazionale fu l’unico ad opporsi: a distanza di tempo in molti hanno finito per darle ragione.

“Allora fui l’unico, è vero. Mi dissero che non avevo capito bene, che ero rimasto indietro, ora mi dicono che avevo ragione. Una soddisfazione un po’ amara in verità”.

A Gianfranco Fini, tra i vari errori fatti, non dovrebbe essergli imputato anche questo scioglimento frettoloso di un partito che rappresentava un patrimonio ideale non di poco conto e milioni di italiani?

“Fini ha sbagliato e alla grande, non c’è dubbio. E l’ha anche ammesso. Va detto anche che Alleanza Nazionale per certi versi era un’esperienza comunque conclusa”.

Cosa non ha funzionato nel PdL al punto da portarvi a formare un altro partito?

“Credevamo, o forse era una solo una speranza, che alcuni problemi e la struttura basata sul potere di un solo uomo, una sorta di imperatore, venissero condizionati all’interno di un partito unico. Invece, alla prova dei fatti, le cose sono andate in maniera opposta”.

Non le pare poco difendibile essersi accorti che Berlusconi non faceva per voi dopo sedici anni di frequentazione?

“Può anche essere vero, almeno per quanto mi riguarda certe riserve le ho sempre avute. Va aggiunto che la situazione, come accennavo, è andata progressivamente precipitando sotto tutti i punti di vista proprio negli ultimi anni”.

Come pensate di ricucire il rapporto con l’elettorato di centrodestra che vede in voi una sorta di traditori?

“Credo che con gli elettori, ma anche con il PdL il rapporto sia destinato a ricostruirsi nel momento in cui Berlusconi si farà da parte. In ogni caso se si deve parlare di traditori direi che non siamo noi ad aver tradito, visto che dei valori della destra c’è rimasto davvero poco nel PdL”.

Eppure il voto contro il governo del dicembre scorso non è stato digerito da tanti.

“Quel voto era un rischio di cui almeno io ero perfettamente conscio. Era da evitare perché sarebbe stato incomprensibile per molti elettori”.

Voi siete usciti dal partito in cui eravate, eppure Giorgio Almirante, vostro nome tutelare, ha sempre detto che non si doveva mai abbandonare la casa, ovvero il partito, ma, semmai, combattere dall’interno le battaglie.

“Vero, ma Almirante parlava di onestà, trasparenza, patriottismo: tutti valori che nel partito in cui eravamo sono stati azzerati. Non era possibile restare ulteriormente, non potevamo continuare a fare finta di niente”.

FLI si propone come un contenitore in cui sono confluite esperienze le più disparate, dalla destra nazionale ai radicali: vero che la diversità arricchisce, ma non crede che generi anche confusione?

“Qualche volta e su qualche tema, tipo quelli etici, può darsi, ma guardiamo a chi è il portavoce del PdL: Daniele Capezzone, ex radicale. Non siamo certamente gli unici ad avere una pluralità di posizioni e di percorsi politici”.

Lei è stato il promotore dell’istituzione del Giorno della Ricordo per gli esuli istriani e dalmati: com’è la situazione degli italiani che ancora vivono oltre confine in Slovenia e Croazia?

“Decenni di comunismo hanno finito per sradicare la gran parte delle comunità italiane presenti, i pochi rimasti, alcuni convinti di trovare il paradiso del comunismo, hanno dovuto fare i conti con situazioni durissime. Gli esuli, invece, si sono progressivamente integrati nei territori italiani dove sono stati accolti a partire dalla metà del secolo scorso. L’identità istriana e dalmata e quella italiana sono come una fiamma che si sta lentamente spegnendo ma che dobbiamo provare a tenere viva soprattutto nei giovani. Io sono ottimista perché la nostra storia e la nostra cultura sono lì da duemila anni e riusciranno a superare anche questo momento.

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23 mar 2011

Nostra base deciderà linea su nucleare

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“Avevamo promesso che Futuro e Libertà sarebbe stato il partito della partecipazione e della democrazia interna. Lo facciamo davvero. Ad esempio a giugno gli italiani dovranno decidere cosa votare al referendum per il ritorno dell’atomo nel nostro Paese e noi vogliamo interpellare la nostra base per sapere cosa ne pensa perché quello che è successo in Giappone cambia tutto. Per questo nei prossimi giorni invieremo un questionario a tutti gli iscritti di Futuro e Libertà perché prima di decidere vogliamo conoscere il loro pensiero. E questo è quello che fa un vero partito che si fonda sulla democrazia interna e punta alla partecipazione attiva della base”.

Con queste parole il vicepresidente di Futuro e Libertà, Italo Bocchino, lancia, il primo forum di discussione attraverso il quale tutti gli iscritti di Futuro e Libertà potranno dire la loro su come il partito dovrà comportarsi in vista del referendum sul nucleare.

REFERENDUM SUL NUCLEARE, DI’ LA TUA!

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FORTUNATAMENTE NON SARA’ LA SANTANCHE’ A SOSTITUIRE BONDI

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Mi compiaccio dell’ “effetto immediato” provocato dalla nostra conferenza stampa sulla cultura. Mentre Umberto Croppi illustrava le iniziative proposte da FLI a difesa della cultura, il sottosegretario Gianni Letta annunciava l’abolizione dell’odioso balzello della tassa sul cinema e, nello stesso momento, si dimetteva l’ormai provato ministro Bondi, sostituito da Galan. Per fortuna a nessuno è venuta in mente la “brillante” idea di sostituire l’ex ministro col sottosegretario, dott.ssa Daniela Garnero Santanchè, tenendo conto del suo discusso ma qualificatissimo curriculum studiorum.

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22 mar 2011

Intervento alla prima Assemblea nazionale di Futuro e Libertà

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Roberto Menia è intervenuto alla Prima Assemblea Nazionale di Futuro e Libertà, tornando a parlare del centocinquatesimo anniversario dell’Unità d’Italia, ricordando il valore del senso di patriottismo e l’importanza delle celebrazioni del 17 marzo.

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12 mar 2011

IL MINISTRO MARONI PARTECIPI CON SPIRITO PATRIOTTICO AI FESTEGGIAMENTI

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Maroni ha detto che il 17 marzo si occuperà di “un po’ di problemi che ci sono”. Assodato che ce ne sono in abbondanza e che è necessario intervenire al più presto per affrontarli, resta da chiedersi perché il nostro ministro dell’Interno si debba prodigare per risolvere le difficoltà dell’Italia proprio nel giorno della festa dell’Unità Nazionale… Chi si riconosce nei valori della destra non può ritenere discutibile l’Unità Nazionale, né tantomeno scendere a squallidi compromessi coi leghisti per assicurare la sopravvivenza di un governo ormai agonizzante. È probabile, quindi, che la Lombardia celebrerà la sua festa regionale padana, mentre Maroni il 17 marzo, dopo aver diligentemente lavorato, andrà ad ascoltare il Presidente Napolitano, compiendo un gesto di rito più che di amor patrio. Tanto per iniziare  a risolvere “un po’ di problemi”, non sarebbe più opportuno che il ministro Maroni, nonchè capo della Polizia di Stato, per attenuare le lacerazioni presenti nel tessuto sociale ed economico del nostro Paese partecipasse con vero spirito patriottico ai festeggiamenti del 17 marzo? La nascita di FLI è stata, prima di tutto, la risposta a quei cittadini che si sentivano traditi e offesi da un centrodestra che rinnega e svende ogni giorno i valori che, invece, dovrebbero caratterizzarlo.

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11 mar 2011

IL NOSTRO SIMBOLO NON SARA’ MAI ACCANTO AL CENTROSINISTRA

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E’ vero che le elezioni amministrative sono diverse rispetto alle elezioni politiche, tuttavia il nostro simbolo anche in questa occasione non apparira’ mai vicino al centrosinistra.

Sarebbe un elemento di confusione inutile e ci sottoporrebbe ad una speculazione inutile. Vogliamo dare il segnale che non ci arrendiamo alla prospettiva dell’Italia attuale, che e’ un Paese bloccato.

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06 mar 2011

Assemblea nazionale dei circoli di FLI. Video dell’intervento di Gianfranco Fini

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Introdotta dalle note dell’Inno di Mameli, è iniziata al cinema Adriano di Roma la Prima Assemblea Nazionale dei Circoli, una grande manifestazione pubblica alla presenza del leader Gianfranco Fini, che chiuderà la convention di Futuro e libertà per l’Italia con un discorso rivolto alle delegazioni dei circoli territoriali, tematici e web.
In prima fila Gianfranco Fini, Italo Bocchino , Adolfo Urso e tutto lo stato maggiore del partito.
Ha aperto i lavori Antonio Buonfiglio, coordinatore Fli del Lazio. Un applauso particolare e’ stato riservato a Mirko Tremaglia.

FINI, GIUSTIZIA: QUANDO PRESENTERANNO I TESTI VALUTEREMO – “Quando il governo presenterà dei testi li valuteremo con serenità”. Cos Gianfranco Fini ha risposto, al termine dell’assemblea dei circoli di Fli, a chi gli chiedeva cosa ne pensasse della riforma della giustizia annunciata dal governo.

ALTERNATIVI A BERLUSCONI E A SINISTRA, ENTRAMBI CONSERVATORI. LA NOSTRA SFIDA E’ FAR CAPIRE CHE SIAMO ALTRA COSA – “La nostra sfida e’ quella di far comprendere che siamo un’altra cosa rispetto all’attuale centrodestra, con un’altra idea dell’Italia anche rispetto al centrosinistra”. E’ uno dei passaggi dell’intervento del presidente della Camera Gianfranco Fini al cinema Adriano per la prima assemblea nazionale dei circoli di Futuro e liberta’.
Fini ha sottolineato che “essere un altro centrodestra non significa non essere alternativi alla sinistra, una sinistra che in questi anni e’ stata incapace di mettere in campo suggestioni in grado di appassionare e far partecipare gli italiani”.
Il limite del centrodestra che si esprime nella maggioranza e dell’attuale sinistra, ha proseguito Fini, e’ rappresentato “dall’assenza di una politica riformatrice”, una lacuna che accomuna i due schieramenti.
“Siamo -ha sottolineato il leader futurista- in presenza di uno scontro di assetti conservatori, non nel nobile senso britannico, ma nel senso deteriore di coloro che non vogliono cambiare nulla, perche’ il cambiamento comporta dei rischi, comporta la messa in discussione di rendite acquisite”.

BASTA DIVISIONI, ‘QUAQUARAQUA” ORMAI FUORI – Gianfranco Fini invita Futuro e Liberta’ a dimenticare le divisioni fra falchi e colombe e a guardare avanti, non rinunciando pero’ ad una stoccata nei confronti di quelli che definisce ”quaquaraqua”’ e che hanno abbandonato il neonato partito.
”Dopo il congresso non si deve dedicare un solo minuto a chi c’era e non c’e’ piu”’, ha detto dal palco della prima assemblea nazionale dei circoli di Fli.
”Anche se – ha aggiunto il presidente della Camera – qualcuno mi ha fatto capire molto bene cosa significhi quel passaggio de’ ‘Il giorno della civetta’ in cui si parla di uomini, ominicchi e quaquaraqua”’. ”Quel che e’ stato e’ stato”, ha concluso Fini.

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04 mar 2011

Intervista di Gianfranco Fini a Porta a Porta

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Gianfranco Fini è stato intervistato da Bruno Vespa a Porta a Porta. Il presidente di Futuro e Libertà ha detto che “Il vero presidente del Consiglio non è Silvio Berlusconi ma Umberto Bossi” e che “Il problema non è Bossi ma Berlusconi che gli ha concesso la possibilità di essere il dominus della maggioranza“.

Fini ha poi aggiunto: “Berlusconi dice che mi sono messo d’accordo con l’Anm (e all’epoca della Bicamerale con D’Alema) alle sue spalle: penso che non abbia dimestichezza con il dissenso, gli scatta la sindrome del complotto” ha detto Fini nell’intervista registrata. Poi aggiunge: “La destra c’era prima e, quando tra cento anni Berlusconi sarà uscito dalla vita politica, ci sarà ancora pure dopo“.

Gianfranco Fini, torna poi a criticare il ddl sul processo breve che arriverà in Aula a Montecitorio il prossimo 28 marzo: ”una vergogna una norma transitoria che cancella i processi in corso, togliendo alle parti lese il sacrosanto diritto di vedersi riconosciuto il diritto alla giustizia“. Invece sul caso Ruby il presidente della Camera ha affermato che non voterà sul conflitto attribuzione. Poi risponde con una domanda alla domanda sulla casa di Montecarlo: “Se si invocano i precedenti di dimissioni di presidenti della Camera, sa quanti uomini politici si sono dimessi nel momento in cui sono stati coinvolti in vicende giudiziarie?

Leggeremo il testo e poi ne discuteremo in Parlamento“ risponde così Gianfranco Fini ad una domanda sulla riforma della giustizia che sarà portata in Consiglio dei ministri la prossima settimana. ”Resto favorevole alla separazione delle carriere“, dice Fini, che sottolinea di non cambiare idea solo perchè la riforma è quella del governo Berlusconi. Ma poi aggiunge che il Consiglio dei ministri la prossima settimana “dovrebbe piuttosto occuparsi della reale condizione meridionale o di un piano di rilancio dell’occupazione giovanile“.

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