12 gen 2012

FLI HA VOTATO PER LA LEGALITA’

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Il voto della Camera sul caso Cosentino indigna gli italiani e rafforza le ragioni della

nostra scelta. Abbiamo rotto con il Pdl per fondare Futuro e Libertà in nome dei valori della legalità e dell’etica pubblica. Oggi lo abbiamo riaffermato con coerenza attraverso un voto compatto.

Saranno Pdl e Lega a spiegare ai loro elettori quale sia il loro concetto di “partito degli onesti”.

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04 nov 2011

LETTERA APERTA A FUTURO E LIBERTA’

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Siamo pronti. I giorni difficili che attendono il paese non possono non vederci protagonisti responsabili e consapevoli, ma fortemente determinati. I nodi sono venuti tutti al pettine. Un anno fa a Bastia Umbra mollammo gli ormeggi, lasciammo definitivamente i porti sicuri per navigare in mare aperto. Un mare tempestoso popolato da innumerevoli sirene di Ulisse. E’ stata ed e’ una navigazione difficile, diversi hanno ceduto, ma i fatti ci hanno dato ragione. Chiedevamo consapevolezza, chiedevamo serieta’ e sobrieta’, chiedevamo legalita’ e merito, chiedevamo di considerare prima di tutto l’Italia e ci hanno risposto che eravamo traditori. Le stesse parole truculente ed aberranti come “fucilare alle spalle” che vengono scagliate oggi contro chi cerca di ragionare, contro quei parlamentari che finalmente e con ritrovato coraggio esprimono disagio e dissenso. Dissenso dall’incapacita’ di assumersi la responsabilita’ di aprire una fase nuova per il paese. La crisi internazionale ed europea e’ oggettiva, ma non ci stancheremo mai di ripetere che la nostra debolezza soggettiva e’ data da un governo senza consenso nel paese e con numeri raccogliticci in parlamento, da un governo senza guida autorevole e litigioso, da un governo incapace non solo di attuare il proprio programma, ma neppure di saperlo convertire alla luce dei nuovi scenari. Perche’ il ministro degli esteri invece di perdersi nelle isole caraibiche alla ricerca di gossip contro gli avversari politici, non e’ mai venuto in parlamento a spiegare cosa accadeva in Europa? Perche’ non ha spiegato nelle sedi appropriate se fossero fondate le analisi sulla volonta’ di dividere politicamente ed economicamente l’area dell’euro? Se non era, come non e’ stato, nelle sue capacita’, quel ministro doveva assumersi le sue responsabilita’. Cosi’ come deve assumersi le sue responsabilita’ il ministro del lavoro che prima ancora di iniziare il confronto con le parti sociali evoca il rischio di un ritorno del terrorismo. Cosi’ come devono assumersi le loro responsabilita’ il ministro degli interni e quello della difesa che non hanno ancora dato risposte convincenti sui gravi scontri di Piazza San Giovanni soprattutto per quanto riguarda il ruolo degli apparati di intelligence. Per quanto riguarda noi, il nostro mondo, i militanti, i dirigenti, i parlamentari e Gianfranco Fini, le nostre responsabilita’ abbiamo dimostrato e continueremo a dimostrare di sapercele assumere. Siamo di fronte ad una fase stroricamente nuova e con la serieta’ che ci contraddistingue dobbiamo impegnarci per affrontare questa sfida economica e sociale pensando unicamente all’Italia e al futuro dei suoi figli. Siamo pronti a fare la nostra parte per una transizione che abbia come obiettivo primario la salvezza nazionale. Siamo pronti a spiegarlo a tutti e a convincere tutti sul territorio, nei luoghi di lavoro, sulla rete, tra le associazioni, alle istituzioni di prossimita’. Siamo pronti a portare sul tavolo del confronto proposte serie per i giovani, per le donne, per il ceto medio. Ma se Berlusconi novello Nerone vuole suonare la lira, magari con Apicella, mentre Roma brucia, sappia che siamo pronti al piu’ grande e impegnativo sforzo elettorale che abbiamo mai fatto. Siamo pronti con tutte le nostre strutture, piccole, autofinanziate, ma in questi giorni gia’ piene di militanti, volontari e simpatizzanti. Siamo pronti, se gli appelli alla responsabilita’ cadranno nel vuoto, alla campagna elettorale.

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13 set 2011

FLI E’ IL PARTITO DEL CORAGGIO

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Nessuno di noi si sognerebbe di dire che questo e’ un paese di merda. In questo partito non ci sono parlamentari inquisiti, non ci sono latitanti ne’ amici di latitanti, questo e’ partito che fa dell’amore di patria, delle battaglie di legalita’, di coraggio, etica pubblica e privata la sua carta d’identita’. Questo e’ un partito in cui non abbiamo padroni .

Abbiamo fatto scelte coraggiose, sconsiderate ha detto qualcuno, ma quello che abbiamo fatto l’abbiamo fatto perche’ dovevamo non perche’ ci conveniva. E se qualcuno non c’e’ piu’ meglio cosi’. Il coraggio e’ anche quello di andare avanti su una strada difficile.

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11 lug 2011

E’ PRIORITARIO RIDURRE I COSTI DELLA POLITICA

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È considerazione largamente condivisa tra i cittadini italiani che le Provincie siano diventate ormai un ente inutile; un ente intermedio, stretto tra le competenze dei Comuni e quelle delle Regioni, che non risponde al principio della sussidiarietà e, molto spesso, serve solo ad elargire stipendi, pagando soprattutto una classe di politici che là si assestano e vivacchiano. Molti, in fase di campagna elettorale, ne avevano promesso la soppressione, Pdl e Lega in testa. Il Parlamento, nei giorni scorsi,  ha discusso della proposta di legge sull’abolizione delle Province, che è stata insabbiata proprio dal voto contrario di Lega e Pdl, con l’astensione determinante del Pd. FLI ha ribadito, sin dalla sua nascita, di essere, per davvero, a favore della riduzione dei costi della politica, interpretando così le esigenze e le richieste dei cittadini. Riteniamo prioritario, quindi, condurre una campagna che miri realmente all’abolizione delle Province e per questo abbiamo lanciato una raccolta firme sul sito www.aboliamole.it  e, a partire dal 20 di luglio, saremo in tutte le piazze per raccogliere le adesioni.

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09 giu 2011

I MAL DI PANCIA IN FLI? BASTA CURARLI, NON SIANO RAGIONE DI VITA

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Di Francesco De Palo

La scommessa del terzo polo si chiama novità. In tutti i sensi. Lo dice chiaramente Roberto Menia, coordinatore di Futuro e Libertà. Chiamando le cose con il proprio nome, senza nascondersi dietro sussurri o silenzi. Gli errori da evitare? L’appartenenza a vecchie logiche del passato, «al teatrino della vecchia politica». E quanto ai mal di pancia accusati da qualcuno nel partito, riflette che fanno parte della vita, «vengono ma basta curarli e non farli diventare la ragione della propria vita».

Ha detto Fini che Fli non è costola del centrosinistra, ma cemento di moderati e riformatori.

Non è una novità, è anche scritto nello statuto del partito che abbiamo fondato. Il nostro raggio di azione si esplica nella grande famiglia del Partito popolare europeo. Immaginiamo che in un’Italia matura e deberlusconizzata si possa vivere in uno scenario delle altre grandi democrazie. Uno scenario bipolare in cui siamo alternativi alla sinistra. Oggi siamo nel cosiddetto terzo polo perché è l’unico posizionamento possibile per essere alternativi alla sinistra e non berlusconiani.

Come strutturare quindi l’azione politica di Fli?

Per conquistare gli elettori dovremo offrire la concretezza degli obiettivi e della proposta: insomma, dando esempi, riferendoci alla cultura liberale propria del centrodestra continentale. L’esatto contrario di ciò che il berlusconismo ha messo in pratica.

Il Pdl si rifà il look con la nomina di Alfano: un po’poco per calibrare un’azione di vera discontinuità?

Mi pare che di discontinuità non si parli affatto. Sostanzialmente è una presa d’atto della crisi del Pdl, esplosa in maniera visibile con le elezioni amministrative. Berlusconi ha voluto un referendum su se stesso e lo ha palesemente perduto. Però è una risposta incompleta. Perché è vero che sono fuori gioco i tre coordinatori, ma al loro posto va uno che ha fatto il ministro della giustizia sotto il premier. Come dire, che di rinnovamento neanche l’ombra.

In questa fase di crisi del bipolarismo muscolare, a quali parametri dovrà attenersi la terza via?

Credo debba essere la non declamazione di valori o obiettivi, ma la costruzione di modelli nuovi. Ovvero immaginare l’Italia non solo di oggi ma soprattutto di domani, dare risposte ai grandi scenari. Lo ha cercato di fare benissimo Fini, su questioni come la cittadinanza e i diritti. Penso anche ai risvolti economici e sociali che Berlusconi ha disatteso. Aveva promesso il miracolo italiano, la rivoluzione liberale: invece il paese procede con una crescita dello 0,8%, contro il 2% di media europeo, e contro il 4% tedesco. Altissimo il livello di disoccupazione soprattutto giovanile. Ecco le domande a cui fornire risposte. Non ci dovrà mancare questo tipo di pragmatismo: costruire scenari credibili per uscire dalla crisi e per modernizzare la nazione sotto ogni profilo. E svecchiando anche la classe dirigente, dal momento che tutti i paesi che corrono sono guidati da 40enni e 50enni. Da noi non fai il premier se non hai almeno settant’anni.

Il pensiero va subito alla legge elettorale attuale, allora.

È una delle tante cose da fare, non l’unica. Il “porcellum” era stato costruito su un certo schema, su quel bipolarismo che poi sarebbe dovuto diventare bipartitismo. Non vedo le condizioni per andare avanti altri due anni, ma è chiaro che non hanno intenzioni di andare alle urne con una legge elettorale modificata, da un lato per non far posto ad un terzo incomodo. E dall’altro per garantirsi una posizione precostituita. Senza dimenticare il principio della “nomina resa”.

Ronchi sulla libertà lasciata da Fli al voto referendario, ha detto che ne terrà conto: è una minaccia o una promessa?

La libertà di scelta investe ognuno di noi nella cabina elettorale. Credo che la scelta di Fli sia stata in questo senso la più rispettosa delle diverse sensibilità. Sull’acqua personalmente sono favorevole alla privatizzazione, perché vedo molta propaganda e poca chiarezza sul tema. Ovviamente non voterò come lui agli altri quesiti, in primis il legittimo impedimento. I mal di pancia interni a Fli? Fanno parte della vita, sono fisiologici in ognuno di noi, vengono: basta curarli e non farli diventare la ragione della propria vita. Soprattutto in una nuova avventura politica bisognerebbe tendere al sereno.

L’errore macroscopico che Fli dovrà evitare.

Non riuscire a rappresentarsi come una novità. Se dovessimo somigliare eccessivamente ad un partito prigioniero di logiche vecchie e da teatrino della politica, deluderemmo le molte aspettative. Credo che quella larga fascia di astenuti, o di quelli che alle amministrative hanno scelto di esprimersi diversamente con un voto di protesta, sono potenziali serbatoi da riempire. In poche parole, costituire anche noi futuro e libertà nei fatti. E non solo nella sigla.

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07 giu 2011

COSTRUIREMO LA CASA DEI MODERATI PASSATO IL BERLUSCONISMO

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Il nostro progetto è costruire una casa di moderati e riformatori in un quadro alternativo al centrosinistra. Tutto questo, però, accadrà quando sarà finito il berlusconismo. Fli si colloca all’interno del centrodestra e il centrodestra è la scommessa su cui siamo nati. Lo stesso articolo uno del nostro atto fondativo dice che siamo dentro la casa del Ppe. La nomina di Alfano a segretario del Pdl cambia poco per noi, è il ministro della Giustizia del governo che ha portato avanti provvedimenti di casa Berlusconi. E’ difficile trovare elementi di novità.

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31 mag 2011

INDETTI I PRIMI CONGRESSI PROVINCIALI, LA PAROLA ALLA BASE!

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Mentre all’indomani della sconfitta berlusconiana nelle amministrative il PdL si lecca le ferite e si chiede se e come sopravvivere a se stesso, FLI  dà avvio alla stagione congressuale, dando prova di radicamento sul territorio e dimostrando, nei fatti, di essere quel partito partecipato e democratico tanto auspicato dagli elettori di centrodestra.

Si partirà da Pavia il 18 giugno, quindi Messina il 19, Olbia-Tempio il 25, Matera il  26 e a seguire Pisa, Arezzo, Vibo Valentia, Viterbo, Rieti, Frosinone.

I congressi garantiranno organi eletti dal basso, secondo il principio “una testa, un voto”; la loro indizione è condizionata al raggiungimento dell’obiettivo di un iscritto ogni 1000 abitanti per provincia, fatto già avvenuto in più della metà delle province italiane e che ha consentito a FLI di superare attualmente i 40.000 tesserati.

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30 mag 2011

ORA SERVE UN NUOVO CENTRODESTRA

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Il risultato è inequivocabile. La maggioranza dovrebbe trarne le conseguenze. La stagione di questo governo è chiaramente finita. Berlusconi ha palesemente e malamente perso il referendum su se stesso. Ora è difficile raccontare che è solo colpa dei candidati. Certo, io non ho l’euforia di altri, perchè quando vince la sinistra non posso essere contento. Il risultato di oggi conferma che Fli e l’Udc sono determinanti per far perdere il Pdl, ma soprattutto che, finita la stagione del berlusconismo, bisogna costruire un nuovo centrodestra, in cui tutti possano ricominciare a parlare e ci si raccolga non più attorno a un unico padrone, ma attorno ai leader che nel centrodestra ci sono, tra i quali sicuramente Fini e Casini. Per ora il Pdl si è chiuso in un recinto, in una riserva indiana: se non ne esce rischia di estinguersi.

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06 mag 2011

NOI DI DESTRA E ALTRI DISPONIBILI

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A chi dice che FLI ha lasciato libero uno spazio a destra, rispondiamo che l’unico spazio lasciato libero è quello delle poltrone di governo, che i responsabili, scannandosi tra di loro, hanno tempestivamente coperto con i loro posteriori. Noi abbiamo dimostrato, invece, che gli uomini di destra che credono nell’orgoglio nazionale, nell’onore, nell’etica e nella legalità, quotidianamente calpestati da Berlusconi & co, danno l’esempio. E quindi lasciano quei posti senza nulla chiedere e indicano la strada di una destra patriottica, costituzionale e europea.

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11 apr 2011

DANNEGGIATO UN GAZEBO FLI A TRIESTE

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Un gazebo elettorale del Fli è stato danneggiato a Trieste. Lo ha denunciato la segreteria provinciale del partito.

Non avremmo pensato, nel 2011, di dover commentare un episodio squallido e triste come la devastazione di un nostro gazebo avvenuta questa notte a Trieste. E’ in realtà il secondo in pochi giorni, ma avevamo ritenuto di non dare pubblicità del primo.

Si tratta di intimidazioni che pensavamo di aver relegato al peggior album dei ricordi, quando analoghi atti si compivano contro una destra allora esclusa ma libera e coraggiosa. Nessuna paura nei confronti della novità rappresentata da Fli nell’ammuffito sistema politico nazionale, ma anche triestino, può giustificare aggressioni, danneggiamenti o atti di violenza. Auspichiamo pertanto che tutte le forze politiche, condannando quanto accaduto, facciano appello al buon senso per ripristinare un clima civile democratico e di confronto.

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