29 ago 2011

IL TERRORISTA BATTISTI LA SMETTA DI OFFENDERE L’ ITALIA

1 Commento »

Siamo davvero stanchi di subire le umiliazioni del terrorista Cesare Battisti, un pluriomicida condannato in contumacia all’ergastolo che si permette ripetutamente di oltraggiare la memoria del nostro Paese, peraltro già pesantemente marchiata dalle brutalità di quei terribili Anni di Piombo. Non condividiamo affatto questo metodo dei media brasiliani, attraverso cui cercano di erigere l’ex capo dei Pac a vittima della giustizia italiana, stella del romanzo noir e penna d’oro del giornalismo internazionale. Così, ieri, Battisti ha seraficamente dichiarato di non essersi pentito di ciò che non ha potuto fare – semplicemente 4 omicidi – e si è permesso di insinuare che l’Italia ha un sistema giudiziario iniquo, in cui all’inferno della prigione segue quello fuori dalla cella. Si spertica, poi, in elogi alla giustizia brasiliana, guarda caso contrassegnata proprio dalla “giustezza” della sua libertà. È evidente, però, che il problema Battisti si inserisce nel più ampio discorso della totale perdita di autorevolezza dell’Italia a livello internazionale. È il caso di dire “oltre al danno la beffa”, dal Brasile ma anche da tutti gli altri Stati che non muovono un dito e anzi, attraverso collette e più o meno celati encomi, contribuiscono a rendere Cesare Battisti una star del terrorismo.

Condividi questo articolo

09 giu 2011

PESSIMA GESTIONE DELLA VICENDA BATTISTI DA PARTE DEL GOVERNO

1 Commento »

Nella biografia di Cesare Battiti si legge che è un criminale politico e uno scrittore, un latitante e un romanziere noir, un uomo che ha ucciso e uno che ‘vive di letteratura’. Condannato in contumacia all’ergastolo per quattro omicidi, ha scontato  in prigione poco meno di due anni, dopodiché è iniziata la sua ‘dorata’ latitanza, prima in Francia e infine in Brasile, che non solo ha negato l’estradizione chiesta più volte dall’Italia, ma lo ha persino rimesso in libertà con una decisione del Supremo Tribunale Federale. Questo rappresenta un fatto di oggettiva gravità sia sul piano dei rapporti internazionali di cooperazione giudiziaria, sia su quello del diritto naturale. Pare che i brasiliani continuino a sostenere l’inaccettabile  tesi che configura l’Italia di Andreotti e di Moro, di Almirante e di Berlinguer come una sorta di dittatura militare, nella quale i terroristi erano degli insorti e Battisti, oggi come allora, veniva perseguitato, per un pregiudizio ideologico, da una magistratura di regime. Il salvacondotto che il Brasile ha concesso a un ex terrorista rappresenta un grave vulnus alla memoria storica del nostro Paese e un’offesa irreparabile per tutti gli italiani, i soli che possono comprendere appieno la specificità di quegli anni terribili. Anni in cui, nonostante la stabilità dell’intero Paese fosse messa a rischio dalle gesta di terroristi come Battisti, lo Stato e le sue istituzioni rimasero a presidio della libertà di tutti. Resta insoddisfazione e amarezza per come il Governo Berlusconi ha gestito l’intera vicenda con un’evidente mancanza di coraggio nei confronti del Brasile.

Condividi questo articolo