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	<title>Roberto Menia</title>
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		<title>LA MIA ASTENSIONE IN AULA SULL&#8217;ADESIONE DELLA CROAZIA ALL&#8217;UE E&#8217; PER LA GIUSTIZIA STORICA NEGATA</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 18:17:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Menia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ho chiesto di intervenire a titolo personale per lasciare un segno, che è il segno di un ricordo di carattere morale. Io sono cittadino italiano e lo sono perché mia madre, che veniva dalla dolce terra dell’Istria, scelse di essere italiana; perché mio nonno, che era stato volontario nella Grande Guerra, scelse di essere italiano. Io ho ben chiaro che vi sono, e lo dico da patriota e da europeo, le ragioni dell’integrazione europea, ho ben chiari gli interessi economici e commerciali e mi rendo perfettamente conto di cosa sia <a href="http://www.robertomenia.it/2012/02/la-mia-astensione-in-aula-sulladesione-della-croazia-allue-e-per-la-giustizia-storica-negata/" class="more-link">leggi tutto &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.robertomenia.it/wp-content/uploads/2012/02/ISTRIA.bmp"><img class="alignleft size-full wp-image-392" title="ISTRIA" src="http://www.robertomenia.it/wp-content/uploads/2012/02/ISTRIA.bmp" alt="" /></a>Ho chiesto di intervenire a titolo personale per lasciare un segno, che è il segno di un ricordo di carattere morale. Io sono cittadino italiano e lo sono perché mia madre, che veniva dalla dolce terra dell’Istria, scelse di essere italiana; perché mio nonno, che era stato volontario nella Grande Guerra, scelse di essere italiano. Io ho ben chiaro che vi sono, e lo dico da patriota e da europeo, le ragioni dell’integrazione europea, ho ben chiari gli interessi economici e commerciali e mi rendo perfettamente conto di cosa sia la cooperazione, la collaborazione con la Croazia.  <br />
È certo detto che la Croazia di oggi è cosa ben diversa da quella di Tito, ma rispetto alla mia storia personale mi trovo di fronte a un muro mai abbattuto e un interrogativo di carattere morale mi si pone. I presidenti di Italia, Croazia e Slovenia, nel 2010, durante il concerto di Riccardo Muti, hanno simboleggiato la riconciliazione, ma era anche un atto di ipocrisia perché il gesto di inginocchiarsi sulla grande foiba di Basovizza non l’hanno compiuto, evidenzia Menia.<br />
Per quelli che hanno lasciato tutto dall’altra parte del confine, terre, morti e ricordi, è una questione mai risolta. L ’ultima legge che facemmo, circa 10 anni fa, sugli indennizzi ha liquidato un ulteriore acconto, ma l’indennizzo definitivo non arriverà mai. La Croazia ha ereditato tutti i frutti delle rapine titoiste e non ha mai restituito nulla. È colpa anche di noi italiani se perdiamo la memoria nazionale. Dubrovnik è in realtà l’antica Ragusa, la quinta repubblica marinara, Split è in realtà Spalato, la città di Diocleziano, e molti non sanno che a Pola c’è un’arena romana più antica del Colosseo.<br />
E Bruno Vespa non trova di meglio che invitare a “Porta a Porta” una storica revisionista. Questo è un fatto di coscienza, è per questo che mi astengo, essendo un segno di coerenza di fronte al mio popolo e alla mia storia.</p>
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		<title>E&#8217; L&#8217;ITALIA LA NOSTRA VERA IDENTITA&#8217;</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 16:13:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Menia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; già tempo di rifondarci, di ripartire. Fini ci invita ad osare, metterci in discussione, navigare in mare aperto. L&#8217;abbiamo fatto e siamo pronti a rifarlo. &#8220;Una nave nel porto è al sicuro, ma non è per questo che è stata costruita&#8221;, dicevamo tra noi lasciando l&#8217;allora sicuro (ma lo è ancora per chi ci è rimasto?) porto berlusconiano, con i suoi postriboli e i suoi capiclan. Abbiamo solcato il mare in tempesta, la nave talvolta ha preso qualche cannonata, magari ha imbarcato acqua, ma ora siamo in rada e <a href="http://www.robertomenia.it/2012/02/e-litalia-la-nostra-vera-identita/" class="more-link">leggi tutto &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.robertomenia.it/wp-content/uploads/2012/02/bandiera_italia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-389" title="bandiera_italia" src="http://www.robertomenia.it/wp-content/uploads/2012/02/bandiera_italia-300x152.jpg" alt="" width="246" height="121" /></a>E&#8217; già tempo di rifondarci, di ripartire. Fini ci invita ad osare, metterci in discussione, navigare in mare aperto. L&#8217;abbiamo fatto e siamo pronti a rifarlo.<br />
&#8220;Una nave nel porto è al sicuro, ma non è per questo che è stata costruita&#8221;, dicevamo tra noi lasciando l&#8217;allora sicuro (ma lo è ancora per chi ci è rimasto?) porto berlusconiano, con i suoi postriboli e i suoi capiclan. Abbiamo solcato il mare in tempesta, la nave talvolta ha preso qualche cannonata, magari ha imbarcato acqua, ma ora siamo in rada e anche quelli che mostravano di non aver capito le ragioni del nostro viaggio ci danno ragione.<br />
Berlusconi non c&#8217;è più e gli italiani dimostrano di apprezzare la sobrietà e il rigore di chi l&#8217;ha sostituito. Monti ricostruisce un&#8217;immagine affidabile dell&#8217;Italia e ci allontana dal vortice in cui il paese rischiava di finire. Ma il porto che abbiamo raggiunto è solo una tappa del nostro viaggio.<br />
I tecnici sono una parentesi e la politica, la buona politica, ha necessità di riconquistare il suo ruolo. Nel viaggio abbiamo fraternizzato con altri soggetti che, al pari nostro, hanno pensato &#8220;prima alla nazione e poi alla fazione&#8221;, come ci insegnarono maestri d&#8217;altri tempi. Pian piano abbiamo preso consapevolezza di una forza che cresceva, di buone energie che trovavano la ragione di far causa comune.<br />
Il terzo polo si è dimostrato un incontro non casuale nè una zattera di salvataggio, è e deve essere sempre più un progetto strategico. Partito degli italiani? Polo della Nazione? Lista Civica nazionale?<br />
Qualunque cosa sia, comunque si articoli questo soggetto (federazione, confederazione, rassemblement&#8230;) deve avere la dignità del progetto, della capacità di immaginare un&#8217;Italia che non solo esce dalla crisi ma si disegna protagonista, veloce, competitiva, moderna, giovane.<br />
Qualunque cosa sia, deve avere l&#8217;ambizione di rompere il quadro consolidato ( ma quanto?)  e dunque non immaginarsi come &#8221; terzo&#8221; polo, ma ambire ad essere il primo, quello che destruttura PDL e PD, quello dell&#8217;Italia migliore, dell&#8217;innovazione, della modernità, dell&#8217;etica, della legalità, del merito.<br />
Immaginarsi quindi come &#8220;centrali&#8221; ma non centristi, nè costruttori di &#8220;grandi centri&#8221; , ché allora cadrebbe il ragionamento/ suggestione di Fini, quando ci dice &#8221; basta con le coperte di Linus&#8221;, con l&#8217;autorassicurazione della dichiarazione d&#8217;appartenenza alle categorie della destra o della sinistra, sempre più problematiche, sempre meno in grado di rispondere alle sfide del terzo millennio.<br />
Ma se, come Fini dice, &#8221; la parola magica capace di rianimare la politica non è identità, è progetto&#8221;, è vero anche che il progetto senza identità rischia di essere un progetto apolide.<br />
L&#8217;identità non è certo qualcosa di descritto dai luoghi della politica destra/ centro/ sinistra, ma per chi come noi guarda al patriottismo repubblicano, è nell&#8217;essenza profonda  dell&#8217;identità nazionale.<br />
Non a caso gli aspetti più interessanti del percorso finiano degli ultimi anni sono quelli da lui dedicati alle riflessioni sulla identità nazionale, da non vedersi come identità museale, immobile, solo nostalgica, ma definendola come dinamica, aperta sul mondo, capace di integrare e plasmare nuovi italiani, dando alla cittadinanza il carattere dell&#8217;adesione spirituale e a valori condivisi.<br />
Dobbiamo pensare quindi ad un partito, ad un polo, ad un soggetto che sia conscio di  rappresentare un&#8217;identità patriottica ed europea, e si intesti la &#8220;mission&#8221;, il progetto di &#8220;liberare&#8221; l&#8217;Italia dalla muffa del vecchio, delle consorterie e delle mafie, faccia volare l&#8217;Italia dei prossimi vent&#8217;anni dando voce alle sue eccellenze, alla ricerca, dia futuro ai suoi giovani, premi i capaci e i meritevoli, ne garantisca lavoro e futuro.<br />
Per quanto ci riguarda siamo vaccinati dagli errori commessi sul partito unico e questo fa piazza pulita del timore che Futuro e Libertà  sia un soggetto a perdere. Piuttosto deve pensare a crescere, a integrare, a coinvolgere nuove energie. Non c&#8217;è vento favorevole per chi non sa dove andare, scriveva Seneca duemila anni fa. Sentiamo il vento e conosciamo la meta, l&#8217;Italia. Riprendiamo il viaggio&#8230;<br />
Si riparte da Pietrasanta.</p>
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		<title>IL RICORDO DEL DRAMMA DELLE FOIBE E DELL&#8217;ESODO SIA PATRIMONIO DI TUTTI GLI ITALIANI</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 15:58:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Menia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La tragedia delle Foibe e l’esodo giuliano-dalmata non devono essere soltanto il ricordo di pochi o la nostalgia di un popolo condannato all’esodo e all’oblio, bensì patrimonio di tutti gli italiani. L’obiettivo più importante della legge che istituisce il Giorno del Ricordo è proprio che questo patrimonio torni ad essere di tutti gli italiani. Questo impegno è intimamente connesso a quello per re&#8230;ndere nota la vicenda delle foibe alle giovani generazioni, dopo decenni in cui libri di storia schierati hanno taciuto sull’avvenimento; sono contento perché questa legge, in otto anni, <a href="http://www.robertomenia.it/2012/02/il-ricordo-del-dramma-delle-foibe-e-dellesodo-sia-patrimonio-di-tutti-gli-italiani/" class="more-link">leggi tutto &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.robertomenia.it/wp-content/uploads/2012/02/foibe.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-387" title="foibe" src="http://www.robertomenia.it/wp-content/uploads/2012/02/foibe-300x300.jpg" alt="" width="212" height="184" /></a>La tragedia delle Foibe e l’esodo giuliano-dalmata non devono essere soltanto il ricordo di pochi o la nostalgia di un popolo condannato all’esodo e all’oblio, bensì patrimonio di tutti gli italiani. L’obiettivo più importante della legge che istituisce il Giorno del Ricordo è proprio che questo patrimonio torni ad essere di tutti gli italiani. Questo impegno è intimamente connesso a quello per re&#8230;ndere nota la vicenda delle foibe alle giovani generazioni, dopo decenni in cui libri di storia schierati hanno taciuto sull’avvenimento; sono contento perché questa legge, in otto anni, ha permesso una maggiore conoscenza di queste terribili vicende. Anche se, purtroppo, solo il 50% degli italiani sa cosa siano le foibe, i dati dimostrano che sono i più giovani a saperne di più, e questo non può che confortarci ed aiutarci a tramandare la memoria. Una memoria che è stata oscurata troppo a lungo e che è necessario mantenere viva per riuscire a costituire una coscienza storica nazionale, che analizzi lucidamente e senza preconcetti ideologici quanto accaduto ai suoi cittadini e quanto questi abbiano sofferto per massacri di stampo etnico o politico.<br />
L’Italia è splendida perché è un mosaico bellissimo fatto di tante tessere, ma senza quelle tessere non sarebbe più Italia; è bello che quel mosaico lo si colori tutti assieme e si ringrazi sempre chi ha sofferto e chi ci ha aiutato a ricordare, perché se è vero che non si vive solo di ricordo, è anche vero che è indispensabile proiettare nel futuro le radici dell’Italia e dell’italianità. Viva l&#8217;Italia!</p>
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		<title>IL BRASILE CONSEGNI BATTISTI ALLA GIUSTIZIA ITALIANA</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 15:53:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Menia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se il Brasile vuole dimostrare di essere veramente un Paese amico, ci dovrebbe aiutare a organizzare un bello scherzo di Carnevale al terrorista assassino, Cesare Battisti, proprio mentre partecipa -come annunciato- al Carnevale di Rio. Faccia cadere il divieto di estradizione e permetta all&#8217;Interpol di catturarlo, magari proprio durante la sfilata di questa grottesca e tragica maschera nel Sambodromo di Rio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h6><a href="http://www.robertomenia.it/wp-content/uploads/2012/02/battisti_carcere.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-384" title="battisti_carcere" src="http://www.robertomenia.it/wp-content/uploads/2012/02/battisti_carcere-300x234.jpg" alt="" width="186" height="124" /></a>Se il Brasile vuole dimostrare di essere veramente un Paese amico, ci dovrebbe aiutare a organizzare un bello scherzo di Carnevale al terrorista assassino, Cesare Battisti, proprio mentre partecipa -come annunciato- al Carnevale di Rio. Faccia cadere il divieto di estradizione e permetta all&#8217;Interpol di catturarlo, magari proprio durante la sfilata di questa grottesca e tragica maschera nel Sambodromo di Rio.</h6>
]]></content:encoded>
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		<title>SE BATTISTI FOSSE UN UOMO SI COSTITUIREBBE CON DIGNITA&#8217;</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 15:11:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Menia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Battisti la possibilità di difendersi ce l’aveva e ce l’ha avuta, ma ha scelto la via della latitanza, una latitanza dorata, coccolato e supportato da presunti intellettualoidi radical chic. È stato condannato in via definitiva ed ha preferito dall’estero rivendicare con fierezza e arroganza le sue scorribande e irridere al dolore dei parenti delle vittime del terrorismo. Se fosse un uomo  e avesse dignità verrebbe in Italia a costituirsi e non a mendicare pietà al Presidente della Repubblica.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.robertomenia.it/wp-content/uploads/2012/02/battisti_carcere.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-384" title="battisti_carcere" src="http://www.robertomenia.it/wp-content/uploads/2012/02/battisti_carcere-300x234.jpg" alt="" width="248" height="172" /></a>Battisti la possibilità di difendersi ce l’aveva e ce l’ha avuta, ma ha scelto la via della latitanza, una latitanza dorata, coccolato e supportato da presunti intellettualoidi radical chic. È stato condannato in via definitiva ed ha preferito dall’estero rivendicare con fierezza e arroganza le sue scorribande e irridere al dolore dei parenti delle vittime del terrorismo. Se fosse un uomo  e avesse dignità verrebbe in Italia a costituirsi e non a mendicare pietà al Presidente della Repubblica.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>FINALMENTE CATTURATI I COLPEVOLI DELLA STRAGE DI NASSIRIYA</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 16:35:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Menia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[ROS]]></category>
		<category><![CDATA[strage di Nassiriya]]></category>

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		<description><![CDATA[Finalmente catturati. Esprimiamo grandissima soddisfazione per la notizia dell&#8217;arresto dei vili macellai di Al-Qaeda, colpevoli della strage di Nassiriya. Il grido di giustizia che si levò allora dalla voce degli italiani uniti è stato ascoltato. Complimenti alla professionalità del ROS e degli inquirenti. Il nostro impegno nelle missioni umanitarie internazionali deve, quindi, continuare rafforzato dalla consapevolezza che nel mondo non può esserci pace senza giustizia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.robertomenia.it/wp-content/uploads/2012/01/nassi.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-381" title="nassi" src="http://www.robertomenia.it/wp-content/uploads/2012/01/nassi-300x225.jpg" alt="" width="241" height="164" /></a>Finalmente catturati. Esprimiamo grandissima soddisfazione per la notizia dell&#8217;arresto dei vili macellai di Al-Qaeda, colpevoli della strage di Nassiriya. Il grido di giustizia che si levò allora dalla voce degli italiani uniti è stato ascoltato. Complimenti alla professionalità del ROS e degli inquirenti. Il nostro impegno nelle missioni umanitarie internazionali deve, quindi, continuare rafforzato dalla consapevolezza che nel mondo non può esserci pace senza giustizia.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>CIAO BENITO, AMICO MIO</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 16:30:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Menia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Benito Paolone]]></category>

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		<description><![CDATA[Benito Paolone ha vissuto da combattente, come tale va ricordato e onorato. Piango un amico e un maestro di militanza, ricordando il suo attaccamento alla causa dei martiri delle foibe e degli esuli istriani, fiumani, dalmati.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.robertomenia.it/wp-content/uploads/2012/01/paolone.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-379" title="paolone" src="http://www.robertomenia.it/wp-content/uploads/2012/01/paolone-300x148.jpg" alt="" width="205" height="98" /></a>Benito Paolone ha vissuto da combattente, come tale va ricordato e onorato. Piango un amico e un maestro di militanza, ricordando il suo attaccamento alla causa dei martiri delle foibe e degli esuli istriani, fiumani, dalmati.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>PRESENTEREMO UN&#8217;INTERROGAZIONE PARLAMENTARE SULLA RIMOZIONE DEL TRICOLORE A MILANO</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 18:57:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Menia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[milano]]></category>
		<category><![CDATA[ministro cancellieri]]></category>
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		<description><![CDATA[Il grande rispetto per il lavoro e per l&#8217;impegno quotidiano delle nostre forze dell&#8217;ordine impone un necessario accertamento sul fatto che a Milano funzionari Digos abbiano rimosso addirittura una bandiera tricolore per asseriti motivi di ordine pubblico. Presenteremo una dettagliata interrogazione al Ministro Cancellieri per capire finalmente quali siano le direttive in materia di ordine pubblico che vengono impartite a funzionari ed agenti. C&#8217;e&#8217; troppa confusione: non si puo&#8217; permettere ai black bloc di distruggere le citta&#8217;, come e&#8217; avvenuto a Roma in ottobre, per motivi di ordine pubblico e <a href="http://www.robertomenia.it/2012/01/presenteremo-uninterrogazione-parlamentare-contro-la-rimozione-del-tricolore-a-milano/" class="more-link">leggi tutto &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.robertomenia.it/wp-content/uploads/2012/01/tricolore-attuale.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-377" title="tricolore-attuale" src="http://www.robertomenia.it/wp-content/uploads/2012/01/tricolore-attuale.jpg" alt="" width="190" height="161" /></a>Il grande rispetto per il lavoro e per l&#8217;impegno quotidiano delle nostre forze dell&#8217;ordine impone un necessario accertamento sul fatto che a Milano funzionari Digos abbiano rimosso addirittura una bandiera tricolore per asseriti motivi di ordine pubblico. Presenteremo una dettagliata interrogazione al Ministro Cancellieri per capire finalmente quali siano le direttive in materia di ordine pubblico che vengono impartite a funzionari ed agenti. C&#8217;e&#8217; troppa confusione: non si puo&#8217; permettere ai black bloc di distruggere le citta&#8217;, come e&#8217; avvenuto a Roma in ottobre, per motivi di ordine pubblico e sempre per gli stessi motivi, come oggi a Milano, rimuovere il tricolore, il simbolo di tutti gli italiani.</p>
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		<title>FLI HA VOTATO PER LA LEGALITA&#8217;</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 14:57:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Menia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Fli]]></category>
		<category><![CDATA[futuro e libertà]]></category>
		<category><![CDATA[lega nord]]></category>
		<category><![CDATA[legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Cosentino]]></category>
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		<description><![CDATA[Il voto della Camera sul caso Cosentino indigna gli italiani e rafforza le ragioni della nostra scelta. Abbiamo rotto con il Pdl per fondare Futuro e Libertà in nome dei valori della legalità e dell&#8217;etica pubblica. Oggi lo abbiamo riaffermato con coerenza attraverso un voto compatto. Saranno Pdl e Lega a spiegare ai loro elettori quale sia il loro concetto di “partito degli onesti”.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.robertomenia.it/wp-content/uploads/2012/01/fli_simbolo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-373" title="fli_simbolo" src="http://www.robertomenia.it/wp-content/uploads/2012/01/fli_simbolo-300x288.jpg" alt="" width="188" height="173" /></a>Il voto della Camera sul caso Cosentino indigna gli italiani e rafforza le ragioni della</p>
<p>nostra scelta. Abbiamo rotto con il Pdl per fondare Futuro e Libertà in nome dei valori della legalità e dell&#8217;etica pubblica. Oggi lo abbiamo riaffermato con coerenza attraverso un voto compatto.</p>
<p>Saranno Pdl e Lega a spiegare ai loro elettori quale sia il loro concetto di “partito degli onesti”.</p>
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		<title>MIRKO TREMAGLIA, IL NOVECENTO A PASSO DI CORSA</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Dec 2011 20:39:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Menia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[generale]]></category>
		<category><![CDATA[Mirko Tremaglia]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;anno che se ne va si porta via un pezzo della nostra storia e del nostro cuore. Mirko Tremaglia era per noi un uomo simbolo, di battaglie, di coraggio, di italianità, di coerenza fino alla fine. Orgogliosamente bersagliere, ha percorso di corsa il novecento: da volontario nella RSI di Mussolini a Ministro per gli Italiani nel mondo della Repubblica Italiana all&#8217;inizio del nuovo millennio, passando per un impegno parlamentare lungo undici legislature dal MSI ad An a Fli. Una vita dedicata orgogliosamente ad una fede e a un grande amore: <a href="http://www.robertomenia.it/2011/12/mirko-tremaglia-il-novecento-a-passo-di-corsa/" class="more-link">leggi tutto &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.robertomenia.it/wp-content/uploads/2011/12/d6.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-370" title="d6" src="http://www.robertomenia.it/wp-content/uploads/2011/12/d6-300x225.jpg" alt="" width="250" height="187" /></a>L&#8217;anno che se ne va si  porta via un pezzo della nostra storia e del nostro cuore. Mirko  Tremaglia era per noi un uomo simbolo, di battaglie, di coraggio, di  italianità, di coerenza fino alla fine. Orgogliosamente bersagliere, ha  percorso di corsa il novecento: da volontario nella RSI di Mussolini a  Ministro per gli Italiani nel mondo della Repubblica Italiana all&#8217;inizio  del nuovo millennio, passando per un impegno parlamentare lungo undici  legislature dal MSI ad An a Fli. Una vita dedicata orgogliosamente ad  una fede e a un grande amore: l&#8217;Italia e gli italiani, soprattutto gli  emigranti, quelli che &#8211; diceva- &#8220;amano di più la Patria perchè sono  lontani dalla loro grande Madre&#8221;. Di lui stesso diceva &#8220;sono un uomo  antico&#8221; . E forse lo era, nelle sue incrollabili certezze, nella  concezione di un mondo tutto bianco o tutto nero, nella continua ricerca  di nuove e cavalleresche battaglie, nell&#8217;ancoraggio a simboli e  bandiere, antiche ma sempre nuove, &#8220;sempiterne&#8221; come diceva quel Giorgio  Almirante che ha sempre considerato la sua guida. Almirante gli scrisse  un giorno &#8220;e&#8217; bello sentirsi italiani accanto a te&#8221;, e quella pagina  Mirko l&#8217;ha sempre conservata come la sua cosa più bella. La sua  creatura, nata ai tempi del Movimento Sociale Italiano, sono stati i  Comitati Tricolori per gli Italiani nel mondo: di quell&#8217;Italia amava la  dolcezza della nostalgia, delle storie di casa, delle canzoni, della  lingua e dei dialetti che risuonano, italiani,  dagli Stati Uniti  all&#8217;Australia, dal Sudafrica al Canada. Burbero e buono, era come un  personaggio di De Amicis.    Sacramentava e sbuffava come un mantice e poi ti abbracciava, sorrideva,  si commuoveva e piangeva come un bambino. E aveva sempre in fondo la  morale buona d&#8217;ogni storia. Lui voleva lo si ricordasse per aver  cambiato due volte la Costituzione ed avere affermato e reso effettivo  il diritto di voto per gli italiani all&#8217;estero. Ma ognuno di noi sa che  c&#8217;è tanto, tanto di più. Il coraggio degli anni più duri, la battaglia  anticomunista, lo schiaffo a un governante codardo, il pugno sul tavolo  al Cremlino di fronte al PCUS di allora, la battaglia per l&#8217;ordine, la  legge, l&#8217;impegno contro la vecchia e le nuove P2. Ma c&#8217;è soprattutto  un&#8217;umanità unica. Quando fu nominato Ministro giurò puntando l&#8217;indice  verso il cielo, e dedicò quel giuramento al suo angelo, Marzio. Quel  figlio perduto troppo giovane che ora lo riabbraccia sulle strade del  cielo. E chissà quante cose si dovranno raccontare&#8230;</p>
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