29 feb 2012

LE FERROVIE DELLO STATO ISOLANO TRIESTE, NOI CHIEDIAMO INVESTIMENTI

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Credo che a Trieste non servano certo i contestatori del “No Tav”, ma piuttosto i sì Tav, sì treni, sì ferrovie, sì collegamenti, sì investimenti, sì innovazione. Trenitalia è colpevole di una politica aziendale di scientifico isolamento di Trieste, degradata a inutile periferia di un’Italia che, per quanto riguarda le ferrovie, finisce a Mestre. Eppure Trieste è il capolinea di un’autostrada del mare e potrebbe essere una sorta di piattaforma logistica italiana proiettata sull’Europa.
Apprendo con piacere, ma con un tantino di legittima malfidenza, quanto riportano l’assessore Riccardi e il sindaco Cosolini a proposito della disponibilità delle Ferrovie dello Stato ad investire su Trieste affermata dall’ad Moretti. Noto che però se n’è andato senza rilasciare dichiarazione alcuna.
Mi auguro di vedere a breve fatti, sui collegamenti del porto, su quelli merci e passeggeri, sulla realizzazione delle reti. Magari arrivasse per davvero la Tav, che avanza lentamente nel lontano nord ovest, mentre noi impieghiamo due ore per andare a Venezia.

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01 dic 2011

TAGLIARE I VITALIZI DEI PARLAMENTARI ERA UN DOVERE

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Il deputato del Fli Roberto Menia compirà 50 anni il 3 dicembre. Un compleanno che, con 17 anni abbondanti di attività alla Camera, avrebbe potuto festeggiare con l’accesso al vitalizio. Non fosse che il nuovo regolamento, proposto proprio dall’amico Gianfranco Fini, posticiperà la data fatidica di una decina di anni. «Ma di certo non mi strappo le vesti – dice lui – e di certo non mi sento un pensionato». Menia, con queste nuove regole dovrà aspettare fino a 60 anni per il vitalizio. Qualcuno mi ha anche detto di dimettermi oggi (ieri ndr), così l’avrei acciuffato all’ultimo. Ma non mi passa neanche per la testa di farlo: non so con che faccia potrei girare in città, poi. Non le spiace neanche un po’? Figuriamoci. È una cosa che andava fatta, soprattutto ora. Ci accingiamo a votare misure impopolari. Ci sono pensionati con 800 euro al mese, persone che si vedranno posticipare l’età pensionabile. Tagliare i privilegi è un dovere verso questi elettori. Poi io non mi considero certo un pensionato, non so nemmeno quanto avrei dovuto prendere con il vitalizio. Non trova un po’ buffo che Ilona Staller, sessant’anni qualche giorno fa, abbia avuto il vitalizio e lei no? Ma no, nessun problema. Me la ricordo, era ancora in Parlamento quando fui eletto la prima volta. Come sempre in questi casi, a qualcuno va meglio e a qualcuno va peggio. A quanto pare io appartengo alla seconda categoria.

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27 apr 2011

LA MAGGIORANZA NON ESISTE PIU’, DIAMO LA PAROLA AL POPOLO.

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Le dichiarazioni del ministro Maroni sono inequivocabili e il Sindaco di Roma invita la Lega a far cadere il governo: la crisi è in atto, nonostante si cerchi a tutti i costi di sminuire la situazione. Il Consiglio dei Ministri questa settimana non si terrà per il combinato disposto dell’appetito dei ‘responsabili’ sulle nomine e della fibrillazione sulla crisi libica. Peraltro, quando il ministro dell`Interno, espressione del secondo partito di governo, dichiara senza mezzi termini che l`esecutivo è in pericolo se va contro le valutazioni della Lega, è lampante che l`ostentata coesione politica della maggioranza in realtà non esiste. Prenderne atto è meglio per tutti: si torni alle urne e si pronunci il popolo.

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23 apr 2011

QUALCUNO GUARDA UN ALTRO FILM

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A me sembra che Urso stia guardando un altro film, come se nulla fosse accaduto in questi mesi. Lo dice all’ADNKRONOS il coordinatore di Fli, Roberto Menia che, a un anno di distanza dallo storico dito alzato da Gianfranco Fini nei confronti di Silvio Berlusconi, non si capacita delle ultime prese di posizione dell’ex vice ministro allo Sviluppo, che ieri e’ tornato a pungolare un partito di cui, ha detto, non bisogna innamorarsi troppo. Per Menia e’ fin troppo evidente che Urso non sia cosi’ infatuato della creatura futurista, pero’ nello stesso tempo e’ convinto che “la sua sia una posizione che certamente ottiene tribuna e visibilita’ mediatica, ma non e’ radicata nell’elettorato” che vi intravede un atteggiamento “nostalgico”. Insomma, per il coordinatore del movimento finiano, “non so se c’e’ un’emergenza democratica, ma di sicuro in questo anno Silvio Berlusconi e’ andato sempre piu’ spesso sopra le righe rispetto a Quirinale, Consulta, magistrati. Il Pdl ha espulso il consigliere milanese che non ha fatto altro che dire quello che sosteneva proprio il leader. A Milano dimostreremo che la lista Moratti-Berlusconi non ce la puo’ fare al primo turno in presenza del candidato del Nuovo polo Manfredo Palmeri appoggiato anche da Fli. Non ha senso -aggiunge- prefigurare un sostegno a Moratti al secondo turno. Significa che proprio noi che abbiamo rotto con il premier su una serie di questioni politiche facciamo marcia indietro e magari dobbiamo anche cospargerci il capo di cenere? Ma come si fa? Meglio lasciare liberta’ di scelta. Secondo l’ex sottosegretario all’Ambiente, le idee di Urso, ma anche di Andrea Ronchi, si scontrano con una realta’: “Finchè c’è Silvio Berlusconi non ci sono le condizioni per un nuovo centrodestra. E quindi, perche’ questa dissociazione su Milano, dove al secondo turno è probabile che si lasci libertà di voto? E perche’ le ironie e la contrarieta’ all’operazione di Latina dove alla fine e’ Antonio Pennacchi che generosamente ha prestato il suo nome da Premio Strega per la lista Fli e si profila un’operazione di fantasia che libera spazi nuovi, apre canali di comunicazione che prima non c’erano e dovrebbe solo renderci felici?. Comunque, Menia ricorda che Fli nasce come “affermazione di liberta” e quindi i pareri discordi ci possono e ci devono stare, anche se ogni tanto si trascura che a tutto dovrebbe presiedere un comportamento leale. E nulla di cio’ che si sta decidendo in questi giorni e’ in contrasto con la linea unanimemente approvata nell’assemblea costituente di Milano.

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01 apr 2011

SOLIDARIETA’ A GRANATA, VITTIMA DI MINACCE DI MORTE

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Apprendo con sdegno e preoccupazione che da diversi giorni l’on. Fabio Granata è vittima di numerose e gravissime minacce di morte che sono tanto più gravi e inquietanti perché indirizzate ai suoi familiari. Nell’esprimere la più sentita solidarietà al collega e amico Fabio Granata, lo esorto a continuare con il coraggio che l’ha sempre contraddistinto la sua attività di Vicepresidente della Commissione Antimafia e la sua battaglia politica per il valore della legalità. Chiedo, pertanto, alle autorità competenti e alle Forze dell’Ordine di accertare al più presto ed assicurare alla giustizia gli autori di queste vili minacce.

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26 mar 2011

NON POTEVAMO CONTINUARE A CHIUDERE GLI OCCHI – intervista di Fabrizio Vincenti

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“Sbagliammo a sciogliere Alleanza Nazionale e fui l’unico a dirlo, ma non potevamo rimanere con Berlusconi e chiudere ancora gli occhi”.

La definizione di Cassandra di Alleanza Nazionale lo fa sorridere amaramente, ma Roberto Menia, cinquant’anni, da oltre trenta in politica, va detto, aveva visto prima di altri cosa sarebbe successo. Fu l’unico, al momento dello scioglimento del partito della destra italiana per confluire nel Popolo della Libertà, ad opporsi. L’unico. Allora, evidentemente, l’unanimismo, l’assenza di dibattito che Gianfranco Fini ha più volte rinfacciato a Silvio Berlusconi, era di casa anche nel partito guidato dall’attuale presidente della Camera. Menia, una carriera nella destra di frontiera, quella triestina per intenderci, ha fatto tutta la trafila. Dal Fronte della Gioventù, al MSI, all’approdo in Alleanza Nazionale e da qui nel PdL sino allo strappo dello scorso anno. Con Gianfranco Fini quasi dall’inizio della sua avventura politica, ha deciso di seguirlo anche in Futuro e Libertà. “Per levarmi un peso dalla coscienza”, dice lui, che nel governo Berlusconi è stato anche sottosegretario all’Ambiente fino, appunto, allo strappo del 2010. Attualmente è coordinatore nazionale del partito di Fini. Menia ha fatto una breve visita a Lucca per sostenere la candidata presidente alla Provinciali Giuliana Baudone, anch’essa finita nel FLI e, contemporaneamente, nel gruppo di Forza Lucca in consiglio comunale.

Onorevole, lei, al momento dello scioglimento di Alleanza Nazionale fu l’unico ad opporsi: a distanza di tempo in molti hanno finito per darle ragione.

“Allora fui l’unico, è vero. Mi dissero che non avevo capito bene, che ero rimasto indietro, ora mi dicono che avevo ragione. Una soddisfazione un po’ amara in verità”.

A Gianfranco Fini, tra i vari errori fatti, non dovrebbe essergli imputato anche questo scioglimento frettoloso di un partito che rappresentava un patrimonio ideale non di poco conto e milioni di italiani?

“Fini ha sbagliato e alla grande, non c’è dubbio. E l’ha anche ammesso. Va detto anche che Alleanza Nazionale per certi versi era un’esperienza comunque conclusa”.

Cosa non ha funzionato nel PdL al punto da portarvi a formare un altro partito?

“Credevamo, o forse era una solo una speranza, che alcuni problemi e la struttura basata sul potere di un solo uomo, una sorta di imperatore, venissero condizionati all’interno di un partito unico. Invece, alla prova dei fatti, le cose sono andate in maniera opposta”.

Non le pare poco difendibile essersi accorti che Berlusconi non faceva per voi dopo sedici anni di frequentazione?

“Può anche essere vero, almeno per quanto mi riguarda certe riserve le ho sempre avute. Va aggiunto che la situazione, come accennavo, è andata progressivamente precipitando sotto tutti i punti di vista proprio negli ultimi anni”.

Come pensate di ricucire il rapporto con l’elettorato di centrodestra che vede in voi una sorta di traditori?

“Credo che con gli elettori, ma anche con il PdL il rapporto sia destinato a ricostruirsi nel momento in cui Berlusconi si farà da parte. In ogni caso se si deve parlare di traditori direi che non siamo noi ad aver tradito, visto che dei valori della destra c’è rimasto davvero poco nel PdL”.

Eppure il voto contro il governo del dicembre scorso non è stato digerito da tanti.

“Quel voto era un rischio di cui almeno io ero perfettamente conscio. Era da evitare perché sarebbe stato incomprensibile per molti elettori”.

Voi siete usciti dal partito in cui eravate, eppure Giorgio Almirante, vostro nome tutelare, ha sempre detto che non si doveva mai abbandonare la casa, ovvero il partito, ma, semmai, combattere dall’interno le battaglie.

“Vero, ma Almirante parlava di onestà, trasparenza, patriottismo: tutti valori che nel partito in cui eravamo sono stati azzerati. Non era possibile restare ulteriormente, non potevamo continuare a fare finta di niente”.

FLI si propone come un contenitore in cui sono confluite esperienze le più disparate, dalla destra nazionale ai radicali: vero che la diversità arricchisce, ma non crede che generi anche confusione?

“Qualche volta e su qualche tema, tipo quelli etici, può darsi, ma guardiamo a chi è il portavoce del PdL: Daniele Capezzone, ex radicale. Non siamo certamente gli unici ad avere una pluralità di posizioni e di percorsi politici”.

Lei è stato il promotore dell’istituzione del Giorno della Ricordo per gli esuli istriani e dalmati: com’è la situazione degli italiani che ancora vivono oltre confine in Slovenia e Croazia?

“Decenni di comunismo hanno finito per sradicare la gran parte delle comunità italiane presenti, i pochi rimasti, alcuni convinti di trovare il paradiso del comunismo, hanno dovuto fare i conti con situazioni durissime. Gli esuli, invece, si sono progressivamente integrati nei territori italiani dove sono stati accolti a partire dalla metà del secolo scorso. L’identità istriana e dalmata e quella italiana sono come una fiamma che si sta lentamente spegnendo ma che dobbiamo provare a tenere viva soprattutto nei giovani. Io sono ottimista perché la nostra storia e la nostra cultura sono lì da duemila anni e riusciranno a superare anche questo momento.

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11 feb 2011

Più di 8.000 iscritti online per Milano

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Prende il via oggi l’Assemblea Costituente di Futuro e Liberta’ che si svolgera’ a Milano da domani al 13 febbraio. L’attesa e’ grande. Ne parliamo con il responsabile dell’organizzazione di Fli, Roberto Menia. Onorevole Menia, l’evento milanese del week end sta concentrando le attenzioni di molti. Come procede? “Alla chiusura del termine per le iscrizioni on line all’assemblea Costituente di Futuro e Liberta’ per l’Italia risultano registrati piu’ di 8.000 italiani. Questo dimostra la grande partecipazione che animera’ la convention milanese di Fli”.

E intanto ieri mattina ha voluto essere presente a Trieste insieme al presidente della Camera, Gianfranco Fini, e a una delegazione di Fli, costituita dai deputati Italo Bocchino, Aldo Di Biagio, Giorgio Conte, Fabio Granata, in occasione della Giornata del Ricordo soprattutto in veste di promotore della legge che l’ha istituita. Quanto è importante per lei questa commemorazione? “Molto, perche’ celebrando il Giorno del Ricordo è giusto riflettere sul fatto che, oltre alla crudeltà disumana dei massacri delle foibe, oltre alle violenze carnali, oltre agli sfregi fisici e morali, oltre alle urla di dolore e ai silenzi delle angosce, oltre al cammino senza ritorno di 350mila esuli, il vero crimine è stato l`oblio al quale la storia del martirio giuliano-dalmata è stata consegnata. Un oblio straziante, che si è annidato nella coscienza di una Nazione troppo a lungo. Il Giorno del Ricordo è, dunque, un atto di espiazione e giustizia che tutta l’Italia deve a quei martiri e al popolo dell’esodo”.*

* Da Clandestinoweb.com

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03 feb 2011

Fornire rassicurazioni al mondo degli esuli e più in generale a chi tiene al patrimonio artistico nazionale, in ordine al mantenimento in italia dei capolavori istriani

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“Fornire rassicurazioni al mondo degli esuli e più in generale a chi tiene al patrimonio artistico nazionale, in ordine al mantenimento in Italia dei capolavori istriani”. È quanto ha chiesto il deputato giuliano di FLI, on. Roberto Menia, in un’interrogazione parlamentare destinata al Ministro degli Affari Esteri, Franco Frattini, ed al Ministro per i beni e le attività culturali, Sandro Bondi. Di seguito il testo integrale dell’interrogazione: “Premesso che: il 17 e 18 gennaio scorsi, il Presidente della Repubblica di Slovenia Turk è stato in visita ufficiale a Roma, ove ha incontrato il Presidente Napolitano e gli alti vertici delle nostre istituzioni: nel corso dei suoi incontri sono stati affrontati diversi aspetti inerenti i rapporti Italia-Slovenia e tra questi la questione dei «capolavori istriani»; a quanto si è appreso dalle agenzie di stampa e dallo stesso sito della Repubblica di Slovenia, il Presidente Turk ha chiesto la cosiddetta «restituzione dei beni artistici provenienti da Capodistria, Isola, Pirano» che furono portati a Roma tra il 1939 e il 1940; va detto in proposito che si tratta di capolavori della scuola veneta dovuti ai Carpaccio, Vivarini, Tiepolo e altri autori che furono spostati (non certo «trafugati») dall’Istria a Roma, all’inizio della seconda guerra mondiale per preservarli dai pericoli del conflitto; va da sé che si tratta di patrimonio artistico italiano, spostato legittimamente all’interno dell’allora Regno d’Italia di cui facevano parte integrante le città dell’Istria. Va precisato anche che Isola, Pirano e Capodistria vennero cedute dalla Repubblica Italiana alla Jugoslavia solo con il trattato di Osimo del 1975 ed ora sono parte della Repubblica di Slovenia sorta dalla dissoluzione dell’ex Federativa di Tito; le opere d’arte in questione sono ad oggi conservate presso il Museo Sartorio di Trieste e si vorrebbero collocare nel costituito Museo della Civiltà Istriana, Fiumana e Dalmata del capoluogo giuliano, riconosciuto nella legge n. 92 del 2004 che istituisce il «Giorno del Ricordo» -: quali siano gli intendimenti del Governo a proposito delle richieste slovene sulle sopra citate opere d’arte istriane; se, in particolare, si vogliano comunque fornire rassicurazioni al mondo degli esuli e più in generale a chi tiene al patrimonio artistico nazionale, in ordine al mantenimento in Italia delle citate opere d’arte istriane”

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27 gen 2011

Casa AN: Così Frattini non smentisce di essere ‘fattorino del premier’ e dei ‘wild parties’

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Non vorrei apparire ingenuo chiedendo al Ministro degli Esteri se non crede che la sua attenzione dovrebbe essere più opportunamente dedicata alle vicende gravi e complesse dello scacchiere internazionale, tutt’altro che pacifico e rassicurante: una nuova violentissima crisi politica in Albania, il terrorismo caucasico e l’ingovernabilità di quel territorio, la strage nell’aeroporto di Mosca, la perdurante e controversa guerra in Afghanistan nella quale sono ormai troppe le vittime italiane, l’estremismo islamico in Pakistan, la strage di cristiani ad Alessandria e i violenti scontri anti-Mubarak in Egitto, le rivalità fra Cina e India nel Mar Arabico, la tensione tra le due Coree, l’instabilità politica del Libano, la ‘questione Battisti’ sul fronte brasiliano, i rapporti piuttosto anomali del nostro Governo con la Russia di Putin e con la Libia di Gheddafi, che attraverso i suoi fondi sovrani sta conquistando l’economia italiana.

Invece, resto basito di fronte alla meticolosità e all’attenzione che l’on. Frattini riserva alle cartuccelle del cosiddetto ‘caso Montecarlo’, impegnandosi personalmente a rispondere nell’aula del Senato alla ‘urgentissima’ interrogazione presentata dal senatore del Pdl, Luigi Compagna, sulla proprietà dell’appartamento. Frattini ricorderà certo con amarezza la considerazione beffarda riservatagli dai diplomatici americani e resa nota da Wikileaks, quella di ‘fattorino del premier’ dei ‘wild parties’. Al suo posto cercherei con altri atteggiamenti di smentirla.

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23 gen 2011

Italia-Slovenia: “Interrogazione parlamentare su inaccettabili richieste slovene”

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La comune appartenenza all’Unione Europea comporta la necessità che i rapporti di buon vicinato non siano solo declamati ma debbano essere consequenziali e alla luce del sole e se per ‘spirito di Trieste’ s’intende questo non possiamo non essere d’accordo, ma è nostro diritto-dovere esigere che non ci siano furbizie o sotterfugi. Per questo condivido l’allarme lanciato dall’Unione degli Istriani, in particolare a proposito di due richieste irricevibili che, a quanto si apprende dai giornali sloveni, sarebbero state rivolte dal Presidente Turk alle Istituzioni del nostro Paese.

È, infatti, inaccettabile la semplice ipotesi di bilinguizzazione integrale della città di Trieste. È universalmente noto infatti che i livelli di tutela raggiunti dalla minoranza sono considerati eccellenti dall’Unione Europea. È una richiesta sproporzionata che andrebbe ad incidere sulla storia, sulla cultura e sulla tradizione italiana, tollerante e plurale ma sempre e comunque italiana per storia, scelta e tradizione. Sulla richiesta di cosiddetta restituzione di opere d’arte sarebbe, invece, troppo semplice sottolineare che la Slovenia non ha mai ritenuto di restituire nemmeno un mattone delle case rubate agli esuli istriani cacciati dai comunisti. Soprattutto, va detto che si tratta di opere appartenenti al patrimonio artistico italiano (sarebbe, infatti, molto difficile sostenere che siano sloveni Tiepolo, Carpaccio o Alvise Vivarini) spostate nel 1941 per preservarle dalla guerra in altre parti del territorio nazionale.

E comunque, quei territori in cui queste opere erano originariamente locate passarono alla Jugoslavia soltanto nel 1975 a seguito del Trattato di Osimo. Presenteremo, pertanto, un’interrogazione parlamentare urgente al Ministro degli Esteri on. Franco Frattini.
Lo ha dichiarato l’on. Roberto Menia, coordinatore nazionale FLI, componente della Commissione Esteri della Camera dei Deputati.

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