E’ già tempo di rifondarci, di ripartire. Fini ci invita ad osare, metterci in discussione, navigare in mare aperto. L’abbiamo fatto e siamo pronti a rifarlo.
“Una nave nel porto è al sicuro, ma non è per questo che è stata costruita”, dicevamo tra noi lasciando l’allora sicuro (ma lo è ancora per chi ci è rimasto?) porto berlusconiano, con i suoi postriboli e i suoi capiclan. Abbiamo solcato il mare in tempesta, la nave talvolta ha preso qualche cannonata, magari ha imbarcato acqua, ma ora siamo in rada e anche quelli che mostravano di non aver capito le ragioni del nostro viaggio ci danno ragione.
Berlusconi non c’è più e gli italiani dimostrano di apprezzare la sobrietà e il rigore di chi l’ha sostituito. Monti ricostruisce un’immagine affidabile dell’Italia e ci allontana dal vortice in cui il paese rischiava di finire. Ma il porto che abbiamo raggiunto è solo una tappa del nostro viaggio.
I tecnici sono una parentesi e la politica, la buona politica, ha necessità di riconquistare il suo ruolo. Nel viaggio abbiamo fraternizzato con altri soggetti che, al pari nostro, hanno pensato “prima alla nazione e poi alla fazione”, come ci insegnarono maestri d’altri tempi. Pian piano abbiamo preso consapevolezza di una forza che cresceva, di buone energie che trovavano la ragione di far causa comune.
Il terzo polo si è dimostrato un incontro non casuale nè una zattera di salvataggio, è e deve essere sempre più un progetto strategico. Partito degli italiani? Polo della Nazione? Lista Civica nazionale?
Qualunque cosa sia, comunque si articoli questo soggetto (federazione, confederazione, rassemblement…) deve avere la dignità del progetto, della capacità di immaginare un’Italia che non solo esce dalla crisi ma si disegna protagonista, veloce, competitiva, moderna, giovane.
Qualunque cosa sia, deve avere l’ambizione di rompere il quadro consolidato ( ma quanto?) e dunque non immaginarsi come ” terzo” polo, ma ambire ad essere il primo, quello che destruttura PDL e PD, quello dell’Italia migliore, dell’innovazione, della modernità, dell’etica, della legalità, del merito.
Immaginarsi quindi come “centrali” ma non centristi, nè costruttori di “grandi centri” , ché allora cadrebbe il ragionamento/ suggestione di Fini, quando ci dice ” basta con le coperte di Linus”, con l’autorassicurazione della dichiarazione d’appartenenza alle categorie della destra o della sinistra, sempre più problematiche, sempre meno in grado di rispondere alle sfide del terzo millennio.
Ma se, come Fini dice, ” la parola magica capace di rianimare la politica non è identità, è progetto”, è vero anche che il progetto senza identità rischia di essere un progetto apolide.
L’identità non è certo qualcosa di descritto dai luoghi della politica destra/ centro/ sinistra, ma per chi come noi guarda al patriottismo repubblicano, è nell’essenza profonda dell’identità nazionale.
Non a caso gli aspetti più interessanti del percorso finiano degli ultimi anni sono quelli da lui dedicati alle riflessioni sulla identità nazionale, da non vedersi come identità museale, immobile, solo nostalgica, ma definendola come dinamica, aperta sul mondo, capace di integrare e plasmare nuovi italiani, dando alla cittadinanza il carattere dell’adesione spirituale e a valori condivisi.
Dobbiamo pensare quindi ad un partito, ad un polo, ad un soggetto che sia conscio di rappresentare un’identità patriottica ed europea, e si intesti la “mission”, il progetto di “liberare” l’Italia dalla muffa del vecchio, delle consorterie e delle mafie, faccia volare l’Italia dei prossimi vent’anni dando voce alle sue eccellenze, alla ricerca, dia futuro ai suoi giovani, premi i capaci e i meritevoli, ne garantisca lavoro e futuro.
Per quanto ci riguarda siamo vaccinati dagli errori commessi sul partito unico e questo fa piazza pulita del timore che Futuro e Libertà sia un soggetto a perdere. Piuttosto deve pensare a crescere, a integrare, a coinvolgere nuove energie. Non c’è vento favorevole per chi non sa dove andare, scriveva Seneca duemila anni fa. Sentiamo il vento e conosciamo la meta, l’Italia. Riprendiamo il viaggio…
Si riparte da Pietrasanta.
Gentile Onorevole, una cosa posso solo dire sulla GRANDE PERSONA che fu MIRKO TREMAGLIA e,cioè,che TUTTI quanti oggi hanno in mano ... »