15 feb 2012

LA MIA ASTENSIONE IN AULA SULL’ADESIONE DELLA CROAZIA ALL’UE E’ PER LA GIUSTIZIA STORICA NEGATA

Lascia un commento

Ho chiesto di intervenire a titolo personale per lasciare un segno, che è il segno di un ricordo di carattere morale. Io sono cittadino italiano e lo sono perché mia madre, che veniva dalla dolce terra dell’Istria, scelse di essere italiana; perché mio nonno, che era stato volontario nella Grande Guerra, scelse di essere italiano. Io ho ben chiaro che vi sono, e lo dico da patriota e da europeo, le ragioni dell’integrazione europea, ho ben chiari gli interessi economici e commerciali e mi rendo perfettamente conto di cosa sia la cooperazione, la collaborazione con la Croazia.  
È certo detto che la Croazia di oggi è cosa ben diversa da quella di Tito, ma rispetto alla mia storia personale mi trovo di fronte a un muro mai abbattuto e un interrogativo di carattere morale mi si pone. I presidenti di Italia, Croazia e Slovenia, nel 2010, durante il concerto di Riccardo Muti, hanno simboleggiato la riconciliazione, ma era anche un atto di ipocrisia perché il gesto di inginocchiarsi sulla grande foiba di Basovizza non l’hanno compiuto, evidenzia Menia.
Per quelli che hanno lasciato tutto dall’altra parte del confine, terre, morti e ricordi, è una questione mai risolta. L ’ultima legge che facemmo, circa 10 anni fa, sugli indennizzi ha liquidato un ulteriore acconto, ma l’indennizzo definitivo non arriverà mai. La Croazia ha ereditato tutti i frutti delle rapine titoiste e non ha mai restituito nulla. È colpa anche di noi italiani se perdiamo la memoria nazionale. Dubrovnik è in realtà l’antica Ragusa, la quinta repubblica marinara, Split è in realtà Spalato, la città di Diocleziano, e molti non sanno che a Pola c’è un’arena romana più antica del Colosseo.
E Bruno Vespa non trova di meglio che invitare a “Porta a Porta” una storica revisionista. Questo è un fatto di coscienza, è per questo che mi astengo, essendo un segno di coerenza di fronte al mio popolo e alla mia storia.

Condividi questo articolo

E’ L’ITALIA LA NOSTRA VERA IDENTITA’

Lascia un commento

E’ già tempo di rifondarci, di ripartire. Fini ci invita ad osare, metterci in discussione, navigare in mare aperto. L’abbiamo fatto e siamo pronti a rifarlo.
“Una nave nel porto è al sicuro, ma non è per questo che è stata costruita”, dicevamo tra noi lasciando l’allora sicuro (ma lo è ancora per chi ci è rimasto?) porto berlusconiano, con i suoi postriboli e i suoi capiclan. Abbiamo solcato il mare in tempesta, la nave talvolta ha preso qualche cannonata, magari ha imbarcato acqua, ma ora siamo in rada e anche quelli che mostravano di non aver capito le ragioni del nostro viaggio ci danno ragione.
Berlusconi non c’è più e gli italiani dimostrano di apprezzare la sobrietà e il rigore di chi l’ha sostituito. Monti ricostruisce un’immagine affidabile dell’Italia e ci allontana dal vortice in cui il paese rischiava di finire. Ma il porto che abbiamo raggiunto è solo una tappa del nostro viaggio.
I tecnici sono una parentesi e la politica, la buona politica, ha necessità di riconquistare il suo ruolo. Nel viaggio abbiamo fraternizzato con altri soggetti che, al pari nostro, hanno pensato “prima alla nazione e poi alla fazione”, come ci insegnarono maestri d’altri tempi. Pian piano abbiamo preso consapevolezza di una forza che cresceva, di buone energie che trovavano la ragione di far causa comune.
Il terzo polo si è dimostrato un incontro non casuale nè una zattera di salvataggio, è e deve essere sempre più un progetto strategico. Partito degli italiani? Polo della Nazione? Lista Civica nazionale?
Qualunque cosa sia, comunque si articoli questo soggetto (federazione, confederazione, rassemblement…) deve avere la dignità del progetto, della capacità di immaginare un’Italia che non solo esce dalla crisi ma si disegna protagonista, veloce, competitiva, moderna, giovane.
Qualunque cosa sia, deve avere l’ambizione di rompere il quadro consolidato ( ma quanto?)  e dunque non immaginarsi come ” terzo” polo, ma ambire ad essere il primo, quello che destruttura PDL e PD, quello dell’Italia migliore, dell’innovazione, della modernità, dell’etica, della legalità, del merito.
Immaginarsi quindi come “centrali” ma non centristi, nè costruttori di “grandi centri” , ché allora cadrebbe il ragionamento/ suggestione di Fini, quando ci dice ” basta con le coperte di Linus”, con l’autorassicurazione della dichiarazione d’appartenenza alle categorie della destra o della sinistra, sempre più problematiche, sempre meno in grado di rispondere alle sfide del terzo millennio.
Ma se, come Fini dice, ” la parola magica capace di rianimare la politica non è identità, è progetto”, è vero anche che il progetto senza identità rischia di essere un progetto apolide.
L’identità non è certo qualcosa di descritto dai luoghi della politica destra/ centro/ sinistra, ma per chi come noi guarda al patriottismo repubblicano, è nell’essenza profonda  dell’identità nazionale.
Non a caso gli aspetti più interessanti del percorso finiano degli ultimi anni sono quelli da lui dedicati alle riflessioni sulla identità nazionale, da non vedersi come identità museale, immobile, solo nostalgica, ma definendola come dinamica, aperta sul mondo, capace di integrare e plasmare nuovi italiani, dando alla cittadinanza il carattere dell’adesione spirituale e a valori condivisi.
Dobbiamo pensare quindi ad un partito, ad un polo, ad un soggetto che sia conscio di  rappresentare un’identità patriottica ed europea, e si intesti la “mission”, il progetto di “liberare” l’Italia dalla muffa del vecchio, delle consorterie e delle mafie, faccia volare l’Italia dei prossimi vent’anni dando voce alle sue eccellenze, alla ricerca, dia futuro ai suoi giovani, premi i capaci e i meritevoli, ne garantisca lavoro e futuro.
Per quanto ci riguarda siamo vaccinati dagli errori commessi sul partito unico e questo fa piazza pulita del timore che Futuro e Libertà  sia un soggetto a perdere. Piuttosto deve pensare a crescere, a integrare, a coinvolgere nuove energie. Non c’è vento favorevole per chi non sa dove andare, scriveva Seneca duemila anni fa. Sentiamo il vento e conosciamo la meta, l’Italia. Riprendiamo il viaggio…
Si riparte da Pietrasanta.

Condividi questo articolo

IL RICORDO DEL DRAMMA DELLE FOIBE E DELL’ESODO SIA PATRIMONIO DI TUTTI GLI ITALIANI

Lascia un commento

La tragedia delle Foibe e l’esodo giuliano-dalmata non devono essere soltanto il ricordo di pochi o la nostalgia di un popolo condannato all’esodo e all’oblio, bensì patrimonio di tutti gli italiani. L’obiettivo più importante della legge che istituisce il Giorno del Ricordo è proprio che questo patrimonio torni ad essere di tutti gli italiani. Questo impegno è intimamente connesso a quello per re…ndere nota la vicenda delle foibe alle giovani generazioni, dopo decenni in cui libri di storia schierati hanno taciuto sull’avvenimento; sono contento perché questa legge, in otto anni, ha permesso una maggiore conoscenza di queste terribili vicende. Anche se, purtroppo, solo il 50% degli italiani sa cosa siano le foibe, i dati dimostrano che sono i più giovani a saperne di più, e questo non può che confortarci ed aiutarci a tramandare la memoria. Una memoria che è stata oscurata troppo a lungo e che è necessario mantenere viva per riuscire a costituire una coscienza storica nazionale, che analizzi lucidamente e senza preconcetti ideologici quanto accaduto ai suoi cittadini e quanto questi abbiano sofferto per massacri di stampo etnico o politico.
L’Italia è splendida perché è un mosaico bellissimo fatto di tante tessere, ma senza quelle tessere non sarebbe più Italia; è bello che quel mosaico lo si colori tutti assieme e si ringrazi sempre chi ha sofferto e chi ci ha aiutato a ricordare, perché se è vero che non si vive solo di ricordo, è anche vero che è indispensabile proiettare nel futuro le radici dell’Italia e dell’italianità. Viva l’Italia!

Condividi questo articolo

IL BRASILE CONSEGNI BATTISTI ALLA GIUSTIZIA ITALIANA

Lascia un commento
Se il Brasile vuole dimostrare di essere veramente un Paese amico, ci dovrebbe aiutare a organizzare un bello scherzo di Carnevale al terrorista assassino, Cesare Battisti, proprio mentre partecipa -come annunciato- al Carnevale di Rio. Faccia cadere il divieto di estradizione e permetta all’Interpol di catturarlo, magari proprio durante la sfilata di questa grottesca e tragica maschera nel Sambodromo di Rio.

Condividi questo articolo

01 feb 2012

SE BATTISTI FOSSE UN UOMO SI COSTITUIREBBE CON DIGNITA’

Lascia un commento

Battisti la possibilità di difendersi ce l’aveva e ce l’ha avuta, ma ha scelto la via della latitanza, una latitanza dorata, coccolato e supportato da presunti intellettualoidi radical chic. È stato condannato in via definitiva ed ha preferito dall’estero rivendicare con fierezza e arroganza le sue scorribande e irridere al dolore dei parenti delle vittime del terrorismo. Se fosse un uomo  e avesse dignità verrebbe in Italia a costituirsi e non a mendicare pietà al Presidente della Repubblica.

Condividi questo articolo

23 gen 2012

FINALMENTE CATTURATI I COLPEVOLI DELLA STRAGE DI NASSIRIYA

Lascia un commento

Finalmente catturati. Esprimiamo grandissima soddisfazione per la notizia dell’arresto dei vili macellai di Al-Qaeda, colpevoli della strage di Nassiriya. Il grido di giustizia che si levò allora dalla voce degli italiani uniti è stato ascoltato. Complimenti alla professionalità del ROS e degli inquirenti. Il nostro impegno nelle missioni umanitarie internazionali deve, quindi, continuare rafforzato dalla consapevolezza che nel mondo non può esserci pace senza giustizia.

Condividi questo articolo

CIAO BENITO, AMICO MIO

Lascia un commento

Benito Paolone ha vissuto da combattente, come tale va ricordato e onorato. Piango un amico e un maestro di militanza, ricordando il suo attaccamento alla causa dei martiri delle foibe e degli esuli istriani, fiumani, dalmati.

Condividi questo articolo

22 gen 2012

PRESENTEREMO UN’INTERROGAZIONE PARLAMENTARE SULLA RIMOZIONE DEL TRICOLORE A MILANO

Lascia un commento

Il grande rispetto per il lavoro e per l’impegno quotidiano delle nostre forze dell’ordine impone un necessario accertamento sul fatto che a Milano funzionari Digos abbiano rimosso addirittura una bandiera tricolore per asseriti motivi di ordine pubblico. Presenteremo una dettagliata interrogazione al Ministro Cancellieri per capire finalmente quali siano le direttive in materia di ordine pubblico che vengono impartite a funzionari ed agenti. C’e’ troppa confusione: non si puo’ permettere ai black bloc di distruggere le citta’, come e’ avvenuto a Roma in ottobre, per motivi di ordine pubblico e sempre per gli stessi motivi, come oggi a Milano, rimuovere il tricolore, il simbolo di tutti gli italiani.

Condividi questo articolo

12 gen 2012

FLI HA VOTATO PER LA LEGALITA’

Lascia un commento

Il voto della Camera sul caso Cosentino indigna gli italiani e rafforza le ragioni della

nostra scelta. Abbiamo rotto con il Pdl per fondare Futuro e Libertà in nome dei valori della legalità e dell’etica pubblica. Oggi lo abbiamo riaffermato con coerenza attraverso un voto compatto.

Saranno Pdl e Lega a spiegare ai loro elettori quale sia il loro concetto di “partito degli onesti”.

Condividi questo articolo

13 dic 2011

LA SICUREZZA SUL LAVORO E’ UNA PRIORITA’ IN UN PAESE CIVILE

Lascia un commento

Gli incidenti sul lavoro che hanno investito ieri la città di Trieste impongono una profonda e seria riflessione sul tema della sicurezza del lavoro. La magistratura accerterà le cause dei due gravi incidenti e le responsabilità connesse, ma è necessario investire ancora di più sull’educazione alla sicurezza sul lavoro e capire che la semplificazione normativa non può voler dire far west delle regole. Nell’esprimere vicinanza ai famigliari del giovane Francesco e gli auguri di pronta guarigione a tutti i feriti, ribadisco con forza che le istituzioni e le parti sociali devono fare tutte la propria parte perchè, se è vero che la fatalità è sempre in agguato, è altrettanto vero che la tutela dei lavoratori non può essere abbandonata al caso.

Condividi questo articolo