18 apr 2012

BENE GLI ACCORDI, MA NON AL RIBASSO

Lascia un commento

Gli accordi sono i benvenuti, ma non vorremmo diventassero solo accordi al ribasso. Ci preoccupa, in sostanza, che sul mercato del lavoro si possa ritornare allo status quo, ovvero a quella “flessibilità in entrata”, che coincide con una precarietà totale per i giovani, e altrettanto ci preoccupa  il fatto che sull’assegnazione delle frequenze Tv il governo chini la testa di fronte agli interessi privati del vero capo del Pdl.

Condividi questo articolo

14 mar 2012

IL GOVERNO, CON IL SOSTEGNO DELLA COMUNITA’ INTERNAZIONALE, PONGA FINE ALLA VICENDA DEI MARO’

Lascia un commento

Noto la curiosa coincidenza che il mancato rispetto del diritto internazionale e delle regole base del corretto rapporto tra gli Stati si registri proprio nei paesi del cosiddetto BRIC, emergenti certo in termini di potenza economica, ma che devono fare ancora molta strada per ciò che riguarda le garanzie democratiche, la certezza del diritto, e spesso il rispetto de diritti umani. E questo accade dalla protezione di stato accordata dal Brasile al terrorista Battisti, al sequestro di Stato dei nostri marò in India.

Per l’Italia, si tratta di affermare principi non negoziabili: quello di sovranità, che deve tutelare gli organi dello Stato operanti all`estero; quello della giurisdizione della bandiera nazionale in acque internazionali; quello della collaborazione nella lotta alla pirateria. I due soldati hanno agito nell’ambito di una funzione ufficiale per conto dello Stato italiano, adempiendo a un accordo anti-pirateria previsto dalla legge italiana e autorizzato dal Consiglio di Sicurezza dell”ONU, pertanto, si dovrebbe applicare il principio dell’immunità funzionale, regola consuetudinaria del diritto internazionale che vige sin dal 1700, in base alla quale, gli atti di un organo dello Stato connesso all’esercizio delle funzioni vanno imputati allo “Stato” e non alle “persone”.

La linea del ministro Terzi è stata pragmatica ed ha tenuto conto dei pesi e della situazione sul campo: ha mostrato con le autorità indiane la fermezza necessaria, cercando comunque di non esacerbare i toni, con lo scopo di non compromettere una situazione già delicatissima.

Ha fatto bene il presidente Monti a chiarire che si tratta a pieno titolo di “forze armate” e non di “guardie private”, come erroneamente definite dall’Alto rappresentante per la politica estera Ue, Catherine Ashton. Peraltro, l’inammissibile dichiarazione, poi parzialmente rettificata, della Baronessa Ashton, secondo la quale la vicenda dei marò non interesserebbe l’Ue ma risponderebbe soltanto a una logica di rapporti tra Italia e India, ha dato prova dell’inconsistenza della politica estera e di sicurezza dell’UE.

In questa vicenda dobbiamo ottenere esplicitamente il sostegno dei Paesi e delle istituzioni internazionali di cui facciamo parte; il principio della tutela dei militari impiegati all`estero interessa più di 120 Paesi delle Nazioni Unite e, tra l’altro, anche l’India, che ha circa dieci mila uomini impegnati in operazioni di pace. Il governo, con il supporto di tutte le forze politiche responsabili, continui quindi con intelligenza e fermezza la propria azione per porre fine a questa vicenda.

Condividi questo articolo

03 mar 2012

LA TAV E’ UN PROGETTO SOSTENIBILE, BENE IL MINISTRO CLINI

Lascia un commento

Le parole del Ministro Clini sulla vicenda TAV fanno chiarezza in modo definitivo sulla presunta insostenibilita’ ambientale del progetto alta velocita’ ferroviaria. Supportata da studi e analisi svolte in centinaia di riunioni dell’Osservatorio per l’alta velocita’. E’ quindi opportuno ribadire ancora una volta l’importanza strategica di questa opera ed evitare da parte di tutti inutili strumentalizzazioni di una protesta violenta ed ideologizzata.

Condividi questo articolo

SIN TRIESTE: ORA TUTTI SIANO RESPONSABILI

Lascia un commento

Il governo ha mantenuto l’impegno di semplificare la normativa in materia di bonifiche ed oggi a Trieste il Ministro Clini ha dettato alle istituzioni locali e alle imprese un dettagliato cronoprogramma. Ora tutti si assumano definitivamente le loro responsabilita’. L’accordo di programma poteva gia’ essere attuato, ma qualcuno ha voluto prendere troppo tempo correndo il rischio di far perdere risorse alla nostra citta’. Ora, partendo dalla distinzione tra area da mettere in sicurezza e aree da bonificare,  questa e’ l’ultima chance e la conferenza di servizi del 12 marzo segni l’inizio del conto alla rovescia.

Condividi questo articolo

RIPARTE IL LAVORO DEI CTIM

Lascia un commento

Si e’ tenuta questa mattina a Roma la riunione straordinaria del Comitato Tricolore per gli Italiani nel mondo, la prima dopo la scomparsa del Suo storico fondatore, Mirko Tremaglia. L’assemblea ha confermato all’unanimità, salvo tre astensioni, il presidente Giacomo Canepa ed il segretario generale Roberto Menia.

Si è proceduto a dare il via ad una riorganizzazione della struttura affidata a dei coordinatori continentali individuati in Mario Caruso per l’Europa, Vincenzo Arcobelli per l’America del Nord, Antonio Laspro per l’America del sud, Franco Santellocco per l’Africa e l’Asia, Joe Cossari per l’Oceania.
Si è deliberato infine di convocare tra alcuni mesi l’assemblea generale dell’organizzazione per procedere alla definizione e votazione del rilanciato organico della stessa.

Condividi questo articolo

29 feb 2012

LE FERROVIE DELLO STATO ISOLANO TRIESTE, NOI CHIEDIAMO INVESTIMENTI

Lascia un commento

Credo che a Trieste non servano certo i contestatori del “No Tav”, ma piuttosto i sì Tav, sì treni, sì ferrovie, sì collegamenti, sì investimenti, sì innovazione. Trenitalia è colpevole di una politica aziendale di scientifico isolamento di Trieste, degradata a inutile periferia di un’Italia che, per quanto riguarda le ferrovie, finisce a Mestre. Eppure Trieste è il capolinea di un’autostrada del mare e potrebbe essere una sorta di piattaforma logistica italiana proiettata sull’Europa.
Apprendo con piacere, ma con un tantino di legittima malfidenza, quanto riportano l’assessore Riccardi e il sindaco Cosolini a proposito della disponibilità delle Ferrovie dello Stato ad investire su Trieste affermata dall’ad Moretti. Noto che però se n’è andato senza rilasciare dichiarazione alcuna.
Mi auguro di vedere a breve fatti, sui collegamenti del porto, su quelli merci e passeggeri, sulla realizzazione delle reti. Magari arrivasse per davvero la Tav, che avanza lentamente nel lontano nord ovest, mentre noi impieghiamo due ore per andare a Venezia.

Condividi questo articolo

27 feb 2012

TRENITALIA E’ CONTRO IL NORDEST

Lascia un commento

Nel Nordovest si sta costruendo, nonostante i gravi problemi di ordine pubblico, il tratto della Tav Torino-Lione, mentre nel Nordest, “locomotiva d’Italia”, percorrere in treno il tratto fra Venezia e Trieste significa impiegare lo stesso tempo delle “Littorine” del Duce. La tratta Trieste-Vienna con trazione a vapore durava 10 ore e 7 minuti, oggi dura 9 ore e 28 minuti, con due cambi, tre biglietti e una tratta in pullman.

La più diffusa guida turistica, la Lonely Planet, ha eletto Trieste la città più affascinante e più sconosciuta al mondo che merita di essere scoperta, ma questo potrà essere fatto se il Ministero competente, anche mediante «moral suasion», incidesse concretamente sulle politiche di Trenitalia, per scongiurare la condizione di isolamento e marginalità sia di Trieste sia del Friuli Venezia Giulia, che attualmente ci induce a pensare che l’Italia ad Est finisce a Mestre.

Condividi questo articolo

15 feb 2012

LA MIA ASTENSIONE IN AULA SULL’ADESIONE DELLA CROAZIA ALL’UE E’ PER LA GIUSTIZIA STORICA NEGATA

Lascia un commento

Ho chiesto di intervenire a titolo personale per lasciare un segno, che è il segno di un ricordo di carattere morale. Io sono cittadino italiano e lo sono perché mia madre, che veniva dalla dolce terra dell’Istria, scelse di essere italiana; perché mio nonno, che era stato volontario nella Grande Guerra, scelse di essere italiano. Io ho ben chiaro che vi sono, e lo dico da patriota e da europeo, le ragioni dell’integrazione europea, ho ben chiari gli interessi economici e commerciali e mi rendo perfettamente conto di cosa sia la cooperazione, la collaborazione con la Croazia.  
È certo detto che la Croazia di oggi è cosa ben diversa da quella di Tito, ma rispetto alla mia storia personale mi trovo di fronte a un muro mai abbattuto e un interrogativo di carattere morale mi si pone. I presidenti di Italia, Croazia e Slovenia, nel 2010, durante il concerto di Riccardo Muti, hanno simboleggiato la riconciliazione, ma era anche un atto di ipocrisia perché il gesto di inginocchiarsi sulla grande foiba di Basovizza non l’hanno compiuto, evidenzia Menia.
Per quelli che hanno lasciato tutto dall’altra parte del confine, terre, morti e ricordi, è una questione mai risolta. L ’ultima legge che facemmo, circa 10 anni fa, sugli indennizzi ha liquidato un ulteriore acconto, ma l’indennizzo definitivo non arriverà mai. La Croazia ha ereditato tutti i frutti delle rapine titoiste e non ha mai restituito nulla. È colpa anche di noi italiani se perdiamo la memoria nazionale. Dubrovnik è in realtà l’antica Ragusa, la quinta repubblica marinara, Split è in realtà Spalato, la città di Diocleziano, e molti non sanno che a Pola c’è un’arena romana più antica del Colosseo.
E Bruno Vespa non trova di meglio che invitare a “Porta a Porta” una storica revisionista. Questo è un fatto di coscienza, è per questo che mi astengo, essendo un segno di coerenza di fronte al mio popolo e alla mia storia.

Condividi questo articolo

E’ L’ITALIA LA NOSTRA VERA IDENTITA’

Lascia un commento

E’ già tempo di rifondarci, di ripartire. Fini ci invita ad osare, metterci in discussione, navigare in mare aperto. L’abbiamo fatto e siamo pronti a rifarlo.
“Una nave nel porto è al sicuro, ma non è per questo che è stata costruita”, dicevamo tra noi lasciando l’allora sicuro (ma lo è ancora per chi ci è rimasto?) porto berlusconiano, con i suoi postriboli e i suoi capiclan. Abbiamo solcato il mare in tempesta, la nave talvolta ha preso qualche cannonata, magari ha imbarcato acqua, ma ora siamo in rada e anche quelli che mostravano di non aver capito le ragioni del nostro viaggio ci danno ragione.
Berlusconi non c’è più e gli italiani dimostrano di apprezzare la sobrietà e il rigore di chi l’ha sostituito. Monti ricostruisce un’immagine affidabile dell’Italia e ci allontana dal vortice in cui il paese rischiava di finire. Ma il porto che abbiamo raggiunto è solo una tappa del nostro viaggio.
I tecnici sono una parentesi e la politica, la buona politica, ha necessità di riconquistare il suo ruolo. Nel viaggio abbiamo fraternizzato con altri soggetti che, al pari nostro, hanno pensato “prima alla nazione e poi alla fazione”, come ci insegnarono maestri d’altri tempi. Pian piano abbiamo preso consapevolezza di una forza che cresceva, di buone energie che trovavano la ragione di far causa comune.
Il terzo polo si è dimostrato un incontro non casuale nè una zattera di salvataggio, è e deve essere sempre più un progetto strategico. Partito degli italiani? Polo della Nazione? Lista Civica nazionale?
Qualunque cosa sia, comunque si articoli questo soggetto (federazione, confederazione, rassemblement…) deve avere la dignità del progetto, della capacità di immaginare un’Italia che non solo esce dalla crisi ma si disegna protagonista, veloce, competitiva, moderna, giovane.
Qualunque cosa sia, deve avere l’ambizione di rompere il quadro consolidato ( ma quanto?)  e dunque non immaginarsi come ” terzo” polo, ma ambire ad essere il primo, quello che destruttura PDL e PD, quello dell’Italia migliore, dell’innovazione, della modernità, dell’etica, della legalità, del merito.
Immaginarsi quindi come “centrali” ma non centristi, nè costruttori di “grandi centri” , ché allora cadrebbe il ragionamento/ suggestione di Fini, quando ci dice ” basta con le coperte di Linus”, con l’autorassicurazione della dichiarazione d’appartenenza alle categorie della destra o della sinistra, sempre più problematiche, sempre meno in grado di rispondere alle sfide del terzo millennio.
Ma se, come Fini dice, ” la parola magica capace di rianimare la politica non è identità, è progetto”, è vero anche che il progetto senza identità rischia di essere un progetto apolide.
L’identità non è certo qualcosa di descritto dai luoghi della politica destra/ centro/ sinistra, ma per chi come noi guarda al patriottismo repubblicano, è nell’essenza profonda  dell’identità nazionale.
Non a caso gli aspetti più interessanti del percorso finiano degli ultimi anni sono quelli da lui dedicati alle riflessioni sulla identità nazionale, da non vedersi come identità museale, immobile, solo nostalgica, ma definendola come dinamica, aperta sul mondo, capace di integrare e plasmare nuovi italiani, dando alla cittadinanza il carattere dell’adesione spirituale e a valori condivisi.
Dobbiamo pensare quindi ad un partito, ad un polo, ad un soggetto che sia conscio di  rappresentare un’identità patriottica ed europea, e si intesti la “mission”, il progetto di “liberare” l’Italia dalla muffa del vecchio, delle consorterie e delle mafie, faccia volare l’Italia dei prossimi vent’anni dando voce alle sue eccellenze, alla ricerca, dia futuro ai suoi giovani, premi i capaci e i meritevoli, ne garantisca lavoro e futuro.
Per quanto ci riguarda siamo vaccinati dagli errori commessi sul partito unico e questo fa piazza pulita del timore che Futuro e Libertà  sia un soggetto a perdere. Piuttosto deve pensare a crescere, a integrare, a coinvolgere nuove energie. Non c’è vento favorevole per chi non sa dove andare, scriveva Seneca duemila anni fa. Sentiamo il vento e conosciamo la meta, l’Italia. Riprendiamo il viaggio…
Si riparte da Pietrasanta.

Condividi questo articolo

IL RICORDO DEL DRAMMA DELLE FOIBE E DELL’ESODO SIA PATRIMONIO DI TUTTI GLI ITALIANI

Lascia un commento

La tragedia delle Foibe e l’esodo giuliano-dalmata non devono essere soltanto il ricordo di pochi o la nostalgia di un popolo condannato all’esodo e all’oblio, bensì patrimonio di tutti gli italiani. L’obiettivo più importante della legge che istituisce il Giorno del Ricordo è proprio che questo patrimonio torni ad essere di tutti gli italiani. Questo impegno è intimamente connesso a quello per re…ndere nota la vicenda delle foibe alle giovani generazioni, dopo decenni in cui libri di storia schierati hanno taciuto sull’avvenimento; sono contento perché questa legge, in otto anni, ha permesso una maggiore conoscenza di queste terribili vicende. Anche se, purtroppo, solo il 50% degli italiani sa cosa siano le foibe, i dati dimostrano che sono i più giovani a saperne di più, e questo non può che confortarci ed aiutarci a tramandare la memoria. Una memoria che è stata oscurata troppo a lungo e che è necessario mantenere viva per riuscire a costituire una coscienza storica nazionale, che analizzi lucidamente e senza preconcetti ideologici quanto accaduto ai suoi cittadini e quanto questi abbiano sofferto per massacri di stampo etnico o politico.
L’Italia è splendida perché è un mosaico bellissimo fatto di tante tessere, ma senza quelle tessere non sarebbe più Italia; è bello che quel mosaico lo si colori tutti assieme e si ringrazi sempre chi ha sofferto e chi ci ha aiutato a ricordare, perché se è vero che non si vive solo di ricordo, è anche vero che è indispensabile proiettare nel futuro le radici dell’Italia e dell’italianità. Viva l’Italia!

Condividi questo articolo